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USA, arriviamo!
E ci portiamo dietro la Rough

Perché il viaggiatore ha impresso nella mente le immagini dei luoghi che visiterà ancora prima di partire, e anzi, proprio in virtù di quelle immagini sceglie la sua destinazione, per confermarle, ritrovarle o smentirle c’è solo da andare. Non senza il supporto di una guida che offra un assaggio di quanto di meglio offre la meta dei nostri pellegrinaggi.
Tanto più quando i simboli di un paese sono così familiari da essere parte del patrimonio culturale universale, come quelli numerosi, troppo per un solo viaggio, degli USA.
E allora ecco le 29 cose da non perdere negli Stati Uniti, almeno secondo la Vallardi-Rough Guide: dai siti degli antichi indiani all’art déco di Miami, da Memphis, che ospita la tomba del Re, passando per Savannah e Nashville, il tempio della musica country, fino alle partite di baseball al Fenway Park di Boston.
Ma non solo. La guida Rough degli Stati Uniti orientali (26 euro) è una novità 2011, articolata in 3 parti: le Informazioni generali sono da leggere prima di mettersi in viaggio, con notizie utili sui trasporti, gli alloggi, la ristorazione, le ricorrenze, e il tempo libero. La Guida si sofferma in particolare sulla Grande Mela, sugli stati di New York, Pennsylvania e New Jersey, e poi sul New England, ideale meta autunnale, e la Capital Region, e ancora sul Sud, forgiato dalla guerra di secessione e dal movimento dei diritti civili degli anni ‘50 e ‘60, e la Florida, il “Sunshine State” dalle enclave latine, poco conosciuta lontano dai resort più celebri. La sezione Contesti, infine, è dedicata alla storia e alle tradizioni, ma anche alle letture consigliate e ai film da vedere: perché non si può partire per gli States senza aver visto Easy Rider o letto Sulla strada di Kerouac.
Giada Porchera  -  21/07/2011
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