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Verrà spedita una password via e-mail.

Wi-Fi in ateneo: qui

Nelle cittadelle universitarie italiane tira aria di rivoluzione digitale. Tutto merito della cosiddetta generazione Y. La gioventù tutta palmari, i-pod, portatili che si connettono wireless sta, infatti, mettendo in riga gli atenei. Basta con le file chilometriche davanti alle segreterie per una banale informazione o di fronte alle sale computer per ottenere (dopo ore) l’accesso a un pc con connessione alla rete. Ora gli studenti chiedono di più. Servizi interattivi ai portali degli atenei per ottenere certificati e news aggiornate su esami e percorsi di studio e, ancora, accesso a Internet facilitato, mail potenti su cui indirizzare la propria posta e chi più ne ha più ne metta. E le università che cosa fanno? Provano a mettersi al passo con le richieste della «clientela». Ormai ogni ateneo ha un portale collaudato (anche se non tutti sono sempre aggiornatissimi) dove, come minimo, si possono prenotare in rete gli appelli. Ma c’è di più.
Attacca il tuo pc in università
L’ultima frontiera della rivoluzione digitale che sta attraversando gli atenei nostrani è l’offerta sempre più diffusa di connessioni Wi-Fi. In moltissime università, oggi, si arriva, si accende il portatile, si inseriscono user name e password e l’accesso al web è garantito. Un gioco da ragazzi. La novità sta dilagando, grazie anche al supporto economico (seppur non ingentissimo) dello Stato: due anni fa è partito il progetto Un c@ppuccino per un pc grazie al quale anche le università hanno potuto chiedere stanziamenti per le reti Wi-Fi. In palio c’erano 2 milioni e mezzo di euro. Nessun ateneo si è tirato indietro, anzi: di progetti ne sono arrivati 82, più del totale delle università. Solo 64, comunque, sono stati approvati per il finanziamento. Parte dei fondi è già stata erogata, anche se, a conti fatti, secondo quanto spiegano anche i tecnici degli atenei che si stanno occupando della materia, alla fine lo Stato coprirà al massimo il 40-50 per cento delle spese. Ma, intanto, in attesa del pubblico denaro, le università non sono rimaste con le mani in mano e sono partite con i loro progetti. Tra i più interessanti spicca quello di Ferrara (www.unife.it) dove, insieme al Wi-Fi, ne sono partiti altri due all’insegna della rivoluzione tecnologica: gli studenti possono parlare via voip e per ciascuno di loro (grazie a un accordo con Google per l’utilizzo, da parte dell’ateneo, delle Google Apps) c’è in rete una scrivania digitale (il progetto si chiama myDesk@unife), con una mail da 5Giga e un pacchetto office in formato ridotto che consente, da qualunque pc ci si connetta, di accedere al servizio Document per creare un documento, o un foglio di calcolo o una presentazione. Una sorta di ufficio portatile che attende il proprio «capo» nel web: anche tutte le cartelle e i relativi documenti non devono più essere scaricati sulla pen drive, ma possono rimanere sul server ed essere ripescati all’occorrenza dallo studente o dal docente. Ferrara è un «casus» perch

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On gennaio 19th, 2009, posted in: News università by
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