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«Il decreto Bersani non taglia. È una taglia», parola del professor Decleva, vicepresidente della Conferenza nazionale dei rettori italiani – Crui che ha presentano questa mattina a Roma l’annuale Relazione sullo Stato dell’Università italiane. Il rettore della Statale di Milano illustrava, accanto al presidente della Crui, Trombetti, la Relazione ai giornalisti.

Ma anche il numero uno della Conferenza e rettore dell’ateneo napoletano Federico II si è a lungo soffermato sui tagli che, non tanto la Finanziaria (dove si annuncia un +1 per cento sul Fondo di finanziamento ordinario) quanto, appunto, del provvedimento «Taglia spese», presentato a settembre dal ministro diessino. Il decreto produrrà, secondo le stime del segretario della Crui, il rettore Mancini, un taglio di 25milioni di euro. «Non finanziamenti tagliati», ha ribadito Trombetti, «ma soldi, magari anche raccolti autonomamente sul territorio, che il Tesoro ci chiede».

Secondo Trombetti, che ha ripreso un recente intervento del direttore della Normale di Pisa, Settis, «dal 2001 ad oggi siamo in presenza di tagli ai bilanci delle Università, tali che si deve parlare di interventi strutturali e non congiunturali».

Secondo Trombetti, «nel 2007, almeno 20-25 università italiane non ce la faranno a chiudere i bilanci». Una situazione che, denuncia la Crui, allarga la forbice fra l’Italia e l’Europa e che ci vede in ritardo negli investimenti in formazione superiore e ricerca, proprio «quando è più forte la necessità di internazionalizzarsi», conclude Trombetti.

Segnalando gli aspetti positivi dell’applicazione della Riforma del 3+2 (più immatricolati e più laurati), Trombetti ha puntato il dito anche su aspetti negativi, come la proliferazione dei corsi e l’eccessiva frammentazione degli insegnamenti.

Sull’abbandono precoce degli studi, ancora attestato intorno al 20 per cento degli iscritti al primo anno e sulla proposta del ministro dell’Istruzione Fioroni, di inserire dei tutor universitari nella scuola, il presidente della Crui ha osservato che: «la capacità di mobilitazione delle Università, in questo contesto, si va ormai esaurendo».

Sull’annunciata istituzione, da parte del ministro Mussi, di una agenzia per la valutazione della didattica, Trombetti ha sottolineato il consenso della Conferenza dei Rettori, sottolineando però la necessità del carattere di “terzietà” della stessa. «Chi ci entrerà», ha detto, «se è un docente dovrà andare in aspettativa per tutto il mandato».

Anche gli studenti, presenti con il presidente del Consiglio nazionale, Uccio Muratore, chiederanno «di essere rappresentati nell’Agenzia, come utenti».

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On novembre 9th, 2006, posted in: News università by
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