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“Avere un appello in più è di certo utile, specie per coloro che essendo stati rimandati in una determinata disciplina negli appelli ordinari possano risostenerla in un appello, attualmente straordinario, piuttosto che aspettare l’appello ordinario che è stato già parzialmente ristretto.”
Questo il commento che è possibile leggere su Facebook (http://www.facebook.com/event.php?eid=162550113770009) di uno dei molti studenti che a Catania, facoltà di Lettere e Filosofia, hanno intrapreso una “battaglia” per tutelare i propri diritti.
A dare voce al disagio degli studenti catanesi c’è, insieme ad altri otto consiglieri, Emanuel Sammartino. “Sette sono gli appelli ordinari e due quelli straordinari previsti dalla nostra facoltà, come per tutte le altre. In un primo tempo, gli appelli straordinari erano vincolati solamente a studenti lavoratori, disabili e fuori corso. Poi la facoltà ha deciso di aprire gli appelli straordinari a tutti gli studenti, sia per smaltire meglio il vecchio ordinamento sia per agevolare il percorso accademico. Dunque erano nove, gli appelli effettivi disponibili.”
Poi è cambiato qualcosa, come sottolinea Sammartino. “Per un adeguamento al regolamento didattico d’ateneo a settembre, chi non si è iscritto per la prima volta si è ritrovato, di colpo, a compilare i moduli per un anno di corso al quale avrebbe avuto diritto solo a seguito dell’ottenimento di un numero di crediti deciso dall’ateneo. Il tutto dopo gli stravolgimenti causati dall’applicazione della legge 270, cioè la riforma Gelmini. Dunque se uno studente è passato all’anno successivo pur non volendo non è tecnicamente un fuori corso, quindi la sessione straordinaria gli è preclusa.”
Si vocifera” così si legge su Step1, periodico telematico di informazione prodotto dagli studenti catanesi “che dietro una mossa di questa portata ci siano anche ragioni di carattere economico: meno ripetenti, secondo l’idea gelminiana di meritocrazia, significano più virtuosità dell’ateneo, quindi diritto ai fondi previsti dal Ministero per i migliori.”
Ma tant’è, questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso è che ha fatto propendere gli studenti catanesi per la protesta. “Abbiamo raccolto più di 800 firme chiedendo il massimo possibile: l’apertura agli appelli straordinari e l’aumento di quelli ordinari, in modo da poter trovare poi una mediazione, ovvero almeno l’aggiunta di un appello in più. Abbiamo portato in commissione didattica le firme, preparato addirittura una piattaforma tecnica con un calendario che, rispettando il regolamento, permettesse di aggiungere nella sessione di febbraio – marzo l’appello richiesto.”
Ma le risposte dall’ateneo non hanno soddisfatto gli studenti. “La nostra proposta non è stata neppure discussa. Ora, dal primo novembre, siamo entrati effettivamente operativi nel consiglio di facoltà e stiamo spingendo perch

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On novembre 16th, 2010, posted in: News università by
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