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Un career day emblematico

Una giornata dedicata alla transizione università – occupazione. È quanto promette il primo Career day dell’AlmaMater, che viene proposto in questi giorni ai responsabili delle aziende italiane dal prorettore agli studenti Paola Monari.
La lettera, su carta intestata dell’ateneo bolognese, specifi ca che l’iniziativa, prevista per il 7 febbraio in Fiera, «è gestita direttamente dall’Ateneo, anche se si avvale, per gli aspetti organizzativi, della collaborazione con Emblema, società di consulenza esperta nel supporto di attività di placement». In allegato un listino prezzi: 3mila euro per uno stand di tre metri per due e altre svariate possibilità d’investimento, fino ai 5mila euro per la pubblicità sulla quarta di copertina del catalogo.
Dunque, la notizia è che l’Università si mette in proprio, nel settore dell’organizzazioni eventi fieristici, e porta in dote i suoi 16.350 laureati alle aziende che vorranno incontrarli. Forse è un modo per arrotondare il magro bilancio, di cui il rettore Calzolai aveva dovuto denunciare, mesi addietro, le difficoltà. Cosa che, comunque, legittima qualche interrogativo. Quando è stato inserito il business nell’antico statuto petroniano? Come saranno reimpiegati i profitti? Quanto guadagna il consulente Emblema?
Oppure si è trattato solo di una gaffe: non è l’Ateneo che organizza l’evento, è in realtà la società Emblema che vende servizi, spazi, stand, mentre l’Alma Mater ci mette solo il bollino. Ma, di nuovo, a che prezzo?
In ultimo ma non per ultimo: oltre dieci anni fa, dal Dipartimento di Statistica dello stesso ateneo, prese le mosse il progetto AlmaLaurea, che oggi aggrega quasi 50 università italiane e molte altre in giro per il mondo. Una straordinaria banca dati che ha in pancia i curricula di centinaia di migliaia di laureati, anche quelli bolognesi ovviamente, e che, per statuto, cerca di far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro.
Contattati da Campus, quelli di AlmaLaurea sono caduti dalle nuvole: nessuno li aveva neppure avvisati. Legittimo per lo studente pagatore di tasse chiedersi se, ricorrendo semplicemente all’expertise del consorzio, una manifestazione di placement, quale che sia il promotore o il gestore, potesse essere più efficace.
Anche perch

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On dicembre 3rd, 2007, posted in: News università by
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