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Tor Vergata parla giapponese

La ricerca italiana ha sempre più gli occhi a mandorla. Si intensificano infatti i rapporti tra le nostre università e quelle asiatiche nel campo dell’innovazione. L’ultimo passo avanti è stato mosso da Tor Vergata: a fine febbraio è stato inaugurato l’Italy-Japan Joint Laboratory on Nanostructured Materials for Environment and Energy, laboratorio congiunto nato dalla collaborazione tra l’ateneo romano e l’Università di Tokyo. Un progetto cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri che vede italiani e giapponesi alleati nella ricerca di energie alternative a basso impatto ambientale che possano svincolare le economie dei rispettivi paesi dalla necessità di petrolio. Materia prima sempre più cara e a rischio esaurimento. Il metodo più promettente per produrre energia senza emissioni inquinanti è la ricerca sulle celle a combustibilespiega il professor Enrico Traversa, partner italiano del progetto -. Tale  ricerca si concentra sullo studio di nuovi nanomateriali, materiali estremamente piccoli in scala di un miliardesimo di metro, per migliorare le prestazioni delle celle, sia ad elettroliti polimerici che ad ossidi solidi. Il laboratorio, insomma, si occupa di nanotecnologie applicate alla produzione di energia alternativa.
I criteri fondamentali di crescita del nostro istituto – conclude il professor Kazuhito Hashimoto, direttore del RCAST, Centro di ricerca di Scienza avanzata e tecnologia dell’Università di Tokyo – sono quattro: interdisciplinarietà, mobilità, apertura e vocazione internazionale. Il nuovo laboratorio congiunto li soddisfa tutti.

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On marzo 6th, 2006, posted in: News università by
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