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Tesi di laurea contro il crimine organizzato

Non vedo, non sento, non parlo. Le strategie di contrasto alla mafia nei confronti dei media. Questa la tesi di Giulia Destefanis contro la criminalità organizzata.
Giulia si è aggiudicata l’ambitissimo premio Siani, istituito dal quotidiano Il Mattino di Napoli, per ricordare il giornalista ucciso dalla camorra nel 1985.
La neolaureata, (corso di studi Linguaggi dei media), si è meritata questo premio antimafia, con un lavoro d’indagine (diretto da Marco Lombardi, professore associato di Sociologia) che studia il giornalismo etico, descrivendo le strategie messe in atto per ostacolare il giornalismo d’inchiesta, in particolare quello che indaga sulle mafie e ricordando i nove giornalisti uccisi in Italia ai quali la mafia ha tappato per sempre la bocca.

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Alla cerimonia napoletana Giulia non era sola, giornalisti e scrittori sono stati premiati per aver ricordato con i loro libri, audiovisivi e fumetti altri giornalisti uccisi per mano mafiosa come Pippo Fava, o vittime del terrorismo, come Maria Grazia Cutuli. In quell’occasione, nella sede del Mattino dove Giulia ha riscosso il premio, è intervenuto il presidente della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, Roberto Natale: «Dobbiamo lavorare per garantire maggiore assistenza, anche giudiziaria, ai cronisti più esposti». Infatti, come ha rilevato il rapporto annuale di Ossigeno, osservatorio della Fnsi sui cronisti a rischio, Solo nell’ultimo anno le intimidazioni sono cresciute del 100%.

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On ottobre 8th, 2010, posted in: News università by
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