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Studenti univaq, gente che sa soffrire

Non è un mistero: L’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009 non è più la stessa e a distanza di circa un anno e mezzo sono ancora molte le situazioni critiche da risolvere. I disagi sono all’ordine del giorno, in particolare per gli studenti universitari che hanno scelto di continuare gli studi nell’ateneo abruzzese. Molti di loro si sono rimboccati le maniche, affrontando le situazioni più strane con un pizzico di umorismo. La pagina Facebook intitolata Only the brave – Studenti Univaq (link Fb) conta ormai più di milleduecento iscritti. La dichiarazione d’intenti arriva nelle poche ma incisive parole dedicate alle informazioni: «questa pagina goliardica racconta le difficoltà/assurdità che si presentano quotidianamente agli studenti dell’Università dell’Aquila a seguito del sisma del 6 Aprile 2009». Benvenuti all’ateneo de L’Aquila.

«Studenti univaq, gente che sa soffrire». Così si definiscono i creatori della pagina: insomma, per frequentare l’università aquilana occorre una buona dose di coraggio. Solo gli impavidi ce la faranno. A partire dalla fine dello scorso giugno la pagina ha cominciato a raccogliere gli sfoghi tragicomici degli studenti, lanciando la possibilità di creare delle immagini con il logo Only the brave: basta aggiungere una frase ironica, tipica espressione della quotidianità aquilana. Qualche esempio: «Frequentare un corso di laurea unico in Italia e non avere più la specialistica», «Cercare di passare due esami…per non pagar le tasse». Tutto ciò è possibile, ma solo per i coraggiosi. E ancora, si scrive a proposito del problematico software di gestione dei dati delle segreterie universitarie, che sta facendo impazzire gli studenti (di cui Campus si è già occupato qui): «Esse3 (Segreteria virtuale)». Poche parole, ma gli studenti capiranno di che si tratta.

Si tocca anche il problema mense, chiuse il 15 luglio scorso su provvedimento dell’Asl. E non ancora riaperte, tant’è che in bacheca, il 12 ottobre, compare il post: «…ma le mense?». E qualcuno risponde, con l’incertezza che regna sovrana: «A Coppito pare ne stiano allestendo una in prefabbricato dove prima c’era il tendone». Che tutto sommato suscita goliardia: «Mangiare sotto la tenda il 30 giugno a mensa: pasta scotta al sugo e barattolino di Simmethal». L’ironia tocca alti picchi: «Non avere più l’Aula Magna ma la tensostruttura», «Blackout casuali in orari sbagliati (vedi cena)», per poi diventare leggermente più dura, frasi pronunciate probabilmente con un sorriso storto sul viso: «Essere accusato di rubare casa agli aquilani» (leggi anche qui) e «Sentir dire in tv che a L’Aquila va tutto bene…». L’Aquila, solo per coraggiosi.

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On ottobre 29th, 2010, posted in: News università by
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