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Sia in piazza che sul web impazza la polemica

Mentre studenti universitari, ricercatori e precari sono scesi in piazza per una nuova edizione del "No Gelmini Day" in 80 città, tra cui Roma, Torino e Milano (protagoniste queste ultime anche di alcuni scontri tra manifestanti e forze di polizia) anche il web fa sentire la sua accesa protesta.
Sebbene
su Facebook la pagina che raccoglie gli internauti a favore della Gelmini rimanga comunque la più cliccata con oltre 50 mila utenti iscritti, succede anche che  nascano gruppi come “700.00 mila iscritti per licenziare la Gelmini”. La creatrice, Monica Dell’Anese, avvisa così i visitatori della pagina: “Titolo provocatorio ma contenuti seri. Ogni idea è bene accetta, ma ogni volgarità inutile censurata.”
Dunque addio ad insulti fini a se stessi e spazio alle idee, quelle di chi non accetta lo stato della situazione e condivide il proprio disagio con la sterminata comunità virtuale che frequenta quotidianamente il social network. Certo a 700 mila non ci sono ancora arrivati (al momento sono infatti quasi 8 mila) ma sulla bacheca si può leggere chiaramente quanto questa riforma sia poco condivisa, specie dai precari.
Come Elena Gessi che si definisce “ uno degli zombie precari che prima vengono uccisi dai tagli al personale, poi sono riesumati momentaneamente nelle liste salva-precari…se il ministro invece di pagare la disoccupazione a noi prof. Frankestein che rimaniamo a casa a trent’anni, ci pagasse per lavorare nella scuola ?!? Troppo normale?”.
Luciana Salerno rincara la dose, invitando a far fronte comune: “Non so cosa mi aspetta, quest’anno sono ancora a casa e se va bene prendo un posto in deroga la prossima settimana, e mi sono giocata anche settembre e metà ottobre! vada per la causa comune!!!!!”.
Per corroborare il sentimento di astio nei confronti della Gelmini anche una serie di post presi dal web su cui gli utenti commentano sarcastici. Uno di questi riguarda un annuncio comparso nei giorni scorsi in uno dei siti gratuiti più cliccati per la ricerca di offerte di lavoro, di un giovane disoccupato che riporta le testuali parole: “Vendo laurea causa inutilizzo. Un ritaglio di carta rettangolare utile se non altro a seguito di esigenze corporali per l’igiene intima”.
Un altro argomento di discussione riguarda le recenti dichiarazioni del Ministro a proposito di Moffa (il professore di Teramo che ha tenuto ai suoi studenti lezioni negazioniste): per Assunta Lucenti il virgolettato della Gelmini: “Le parole pronunciate sono inaccettabili, offendono profondamente la memoria degli ebrei morti nelle camere a gas. Non è possibile che nelle università italiane insegnino professori che seminano odio” sono commentate con un sarcastico “bla, bla, bla”.

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On ottobre 8th, 2010, posted in: News università by
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