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Sempre deboli le lingue

La laurea triennale piace. Ma ancora di più la "magistrale", soprattutto per quanto riguarda i corsi di laurea che portano alle professioni. Le aziende ancora non percepiscono la differenza che corre tra una laurea triennale e una laurea magistrale e i dottori lombardi, a un anno dalla laurea, accettano qualsiasi lavoro pur di non stare a casa. Stipendi sempre intorno ai mille euro al mese, spesso pure meno e non c’è differenza fra i laureati triennali e magistrali.
Questa è la traduzione del rapporto statistico "UNIVERSITA’ e LAVORO", giornata di approfondimento sul rapporto tra formazione universitaria, dinamiche sociali e occupazione alla luce dei rapporti statistici STELLA (Statiatica in tema laureati e lavoro) dell’anno 2006: Rapporto statistico laureati 2003-2005 e Rapporto sull’indagine occupazionale post-laurea dei laureati del II e III quadrimestre 2004 (rilevazione dell’aprile 2006).
Certo che con il nuovo panorama accademico i ragazzi sono sempre più soddisfatti delle loro scelte: il 90 per cento valuta positivamente la propria formazione universitaria e il 66 per cento rifarebbe lo stesso corso.
Sulla scarsa conoscenza delle lingue, piuttosto sconfortante, invece il problema non è legato all’università ma è pregresso.
Il direttore di AlmaLaurea, Andrea Cammelli, commenta durante la presenrazione degli studi statistici: "Dalla prima indagine Istat sulle università del 1988 sono stati fatti grandi passi avanti. Emerge la necessità che ci sia a disposizione una documentazione tempestiva e aggiornata per migliorare la qualità degli atenei e della formazione. E’ indipensabile che ci si sieda tutti allo stesso tavolo. Dobbiamo monitorare e curare meglio le caratteristiche di performance dei laureati. Gli studenti dovranno restituire dei dati a fine corso, è fondamentale per il "policy maker", per come governare le università".
Cammelli sottolinea alla luce dei dati la difficoltà nel rapporto "mondo delle imprese – università": "In Italia si fa ancora fatica ad apprezzare gli studi all’estero e il valore aggiunto dei master, dovrebbero capire che questo è un "prodotto finito forte" da utilizzare". Purtroppo vive ancora un’Italia del campanilismo e l’unica risposta è fare delle verifiche con i medesimi parametri".

Alle iniziative STELLA aderiscono ad oggi 12 atenei nazionali: Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi di Brescia, Università degli Studi di Milano,Università degli Studi di Milano Bicocca, Università degli Studi di Pavia, Università degli Studi dell’Insubria, Politecnico di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università di Pisa, Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento S. Anna di Pisa, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di Palermo.

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On ottobre 24th, 2006, posted in: News università by
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