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Scambi culturali all

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La Calabria che non ti aspetti, la cultura come strumento per smentire lo stereotipo che vuole il profondo Sud ostile all’integrazione multiculturale. Con l’università al centro di un’ambiziosa sfida e una facoltà pioniera di una possibile rivoluzione culturale. Può essere descritta così la massiccia presenza di studenti cinesi (ben 142) all’Università della Calabria, specie a Farmacia. Iscrizioni cresciute progressivamente negli anni, da quando, nel lontano 1978, erano soltanto dieci. In quel piccolo gruppo si trovava anche Xu Fang, oggi docente di ruolo in Fisica nello stesso ateneo. Una crescita avvenuta con una specificità che rende orgogliosa la sede che li ospita: sono stati soltanto due, in tutti questi anni, gli iscritti cinesi che hanno rinunciato agli studi. La loro presenza è stata favorita nel tempo da una serie di convenzioni con organizzazioni statali cinesi e con enti non governativi, che hanno favorito la loro integrazione.
Con il passare del tempo diverse altre sono state le facoltà che, oltre a Farmacia, hanno avvertito la necessità di partecipare a questo interscambio culturale, stipulando due accordi che nei prossimi mesi daranno vita a uno scambio di visite tra gli atenei interessati. A partire da Economia e Ingegneria. Agli studenti asiatici viene proposta una vasta offerta formativa. Ad accoglierli è un Centro residenziale con tanto di servizio mensa. Gli studenti cinesi vengono seguiti durante tutta la giornata, durante la quale possono avvalersi di numerose strutture: dal centro sportivo polivalente a un articolato servizio di biblioteche e di supporti informatici, sino a un modernissimo impianto wireless che permette di accedere a quello che per loro è considerato un amico insostituibile: il computer. Lo spartiacque è stato l’accordo stipulato nel 2000 tra la facoltà di Farmacia, l’ateneo calabrese e il ministero dell’Educazione cinese, che ha garantito a dieci meritevoli studenti, accuratamente selezionati, di poter studiare in Calabria con vitto e alloggio gratuiti. Un progetto d’elezione che si scontra però con la non facile integrazione fra una realtà universitaria avanzata e un contesto sociale di non facile accesso.
Insomma, mentre all’interno del perimetro universitario la cultura favorisce l’integrazione e il vicendevole arricchimento, all’esterno si trovano radici e tradizioni che, per quanto ricche di storia, non favoriscono una potenziale «contaminazione» culturale. I diversi livelli di interazione si rilevano nelle parole di una delle veterane della comunità studentesca cinese, Jin Yang, giunta in Calabria, come la maggior parte, con il Dong Fang international education center: «Mentre il corpo docente è sempre molto disponibile verso le esigenze», sottolinea Jin, «vi sono colleghi di corso che sembrano più restii ad aprirsi con noi. Forse perch

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On gennaio 28th, 2009, posted in: News università by
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