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Rettori tax free

IL PRESIDENTE CRUI PENSA CHE ALZARE I CONTRIBUTI SIA UN RIMEDIO DUBBIO ALLA CRISI FINANZIARIA CHE I TAGLI PORTERANNO. BENE L’ANVUR MA È ORA ANCHE DI MIGLIORARE LA VALUTAZIONE DA PARTE DEGLI STUDENTI

Pur avendolo «pizzicato» con l’editoriale di Campus di giugno, titolando «Se il magnifico dei magnifici glissa sulla trasparenza», Enrico Decleva, presidente della Conferenza dei rettori, non si è sottratto all’intervista, anche se, «per i molti impegni del momento», ha voluto domande scritte a cui ha risposto nello stesso modo.
Di seguito trovate solo una parte di questo dialogo «a distanza». L’intervista integrale sarà pubblicata da CampusPRO, il quindicinale per i professionisti dell’università e della ricerca, scaricabile online da Campus.it

Come ogni anno, siamo di nuovo alla stagione delle classifiche e dei rating. Che generano inevitabilmente qualche polemica. Gli studenti al momento della scelta e le loro famiglie devono tenerne conto e in che misura?
Bisognerebbe smetterla di usare le classifiche internazionali solo per dimostrare quanto siano indietro gli atenei italiani.
Per esempio, si dice spesso che in una particolare classifica (ma ve ne sono varie altre in cui figuriamo meglio) nei primi 200 posti compare una sola università italiana. Ciò che di solito non si dice è che le università nel mondo sono circa diecimila. Essere tra le prime 200, 300 o 500 (come è il caso di svariati atenei italiani) non è quindi un risultato da poco.
Le classifiche si basano d’altra parte su indicatori, che possono anche essere molto opinabili o finalizzati a un certo risultato. È un fatto che quando prevalgono quelli riferiti alla produzione scientifica, la nostra collocazione è decisamente migliore. Certamente, non occupiamo i primissimi posti. Ma con quello che il Paese investe sarebbe sorprendente il contrario.
E veniamo agli studenti. I rating sono certamente un buon punto di riferimento. Ma rappresentano una visione parziale del fenomeno. Quella descritta dall’indicatore.
In ogni caso classificare università è più complicato che farlo con ristoranti e trattorie. Dove, d’altra parte, capita spesso che si preferisca l’esercizio nel quartiere rispetto a quello lontano ma con tre stelle.

Le classifiche si affermano anche perch

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On luglio 31st, 2009, posted in: News università by
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