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Parma: performance da guinness

Prima e dopo la riforma: quanto studiano, in quanti anni, che voti prendono. E, soprattutto, che giudizio danno, una volta discussa la tesi, del loro percorso universitario alla luce di un futuro professionale desiderabile. In una parola, l’identikit dei laureati all’Università di Parma. Lo fornisce il consorzio AlmaLaurea (www.almalaurea.it) che, dopo l’indagine su 140mila studenti appartenenti a 35 università sul territorio nazionale, esamina i risultati dell’indagine ateneo per ateneo.
Dalle statistiche emerge che, dal 1998 al 2004, gli studenti laureati in corso sono addirittura triplicati, raggiungendo il traguardo finale all’età media di 26 anni e mezzo, inferiore a quella nazionale di 27 anni e tre mesi. Ad aumentare è anche la frequenza, che vede il salto dal 55 all’84 per cento nel numero di studenti partecipanti ad almeno i tre quarti delle lezioni.
Se con la laurea triennale cresce esponenzialmente, dal 13 al 48 per cento, la quantità dei tirocini e stage svolti in azienda, diminuiscono invece drasticamente  le esperienze di studio all’estero, dall’11, 5 al 4,5 per cento. Cosa passa nella testa dei neodottori post riforma? A quanto pare, non l’Erasmus. Piuttosto continuare ad imparare, per inserirsi senza pause di riflessione e con competenze mirate, in un contesto professionale sempre più competitivo. Ottantadue studenti su 100, infatti, hanno le idee chiare: intendono proseguire dopo il “3” con una laurea specialistica (36 per cento), una scuola di specializzazione (27 per cento) o con un master (14 per cento). Ad affascinare la maggior parte degli studenti è il settore della ricerca e sviluppo, che sognano un lavoro a tempo indeterminato, possibilmente vicino a casa. Solo un terzo, infatti, si dice disposto a cambiare città.
Il giudizio degli universitari di Parma? Assolutamente positivo. A parte una piccola riserva sul numero delle postazioni informatiche, l’ateneo è promosso a pieni voti: promossi i docenti, promossi i servizi e promossa la sostenibilità dei corsi di studi.

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On gennaio 25th, 2006, posted in: News università by
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