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Hanno lanciato sulle pagine di Facebook una campagna contro le politiche del Governo sul diritto allo studio che ha coinvolto molti atenei in Italia da Brescia a Parma, da Messina a Cagliari. Sono gli studenti dell’UDU (Unione degli Universitari) che lo scorso 3 marzo hanno voluto sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato drammatico in cui versa la realtà studentesca italiana.
“Solo l’8% degli studenti italiani riceve una borsa di studio, il 30% circa degli aventi diritto alla borsa non ne beneficiano (con picchi negativi esclusivamente nel meridione), l’80% degli studenti rimane a studiare nella stessa Regione di residenza sperando che almeno come pendolare possa sopravvivere” si legge sulle pagine di Futuro Significa Spenderci, dal nome dell’evento nazionale promosso proprio dall’UDU.
“I prezzi degli affitti sono alle stelle, il numero dei posti nelle residenze universitarie è tra i più bassi d’Europa, le agevolazioni sui trasporti sono rare e l’assistenza sanitaria per gli studenti fuorisede è quasi dappertutto una chimera. Questo diritto fondamentale sancito dall’art. 34 della costituzione sta per essere ulteriormente calpestato dai provvedimenti messi in campo dalla premiata ditta Tremonti-Gelmini” continua l’invettiva dei giovani studenti.
Ma quali sono le proposte per il welfare studentesco sancite dall’evento? Si va dalle borse di studio (fra le proposte quella di aumentare gli importi delle borse adattandoli alle reali esigenze degli studenti), ai trasporti (con tariffe agevolate per i giovani sulle tratte extraurbane e regionali), all’accesso alla cultura (con gratuità per l’accesso a luoghi di interesse culturale quali musei, gallerie d’arte, mostre) agli alloggi (tramite nuove politiche di affitto sociale per gli studenti universitari).
E proprio a proposito delle residenze universitarie, l’UDU di Firenze lancia sulle pagine del social network la fotopetizione sulla condizione delle residenze che ospitano i fuorisede del capoluogo toscano, invitando tutti a contribuire all’inchiesta con foto che documentino i disagi. Eccone un esempio:

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On marzo 5th, 2010, posted in: News università by
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