registration





Verrà spedita una password via e-mail.

Luiss: laureati al lavoro con le start up

Un bouquet di start-up a capitale misto, tra Luiss e aziende private, che permetta di dare lavoro ai neolaureati nel prossimo, durissimo, anno 2009, il primo della crisi globale. Pierluigi Celli, 66 anni, già direttore generale Rai e molto altro ancora, governa l’ateneo di Confindustria con la baldanza che gli è propria. E un progetto del genere ne è la riprova. «Penso a una rete di piccole imprese, sette-otto al massimo, che in questo annus horribilis che ci aspetta possano accogliere una buona parte dei nostri laureati, per offrire loro una possibilità transitoria di lavoro, con un livello retributivo minimo», racconta, in maniche di camicia, nel suo studio romano di viale Romania. Aspetta la crisi in piedi, il direttore. Progettando un mezzo new deal universitario. «In un periodo come quello che ci attende», spiega, «i nostri laureati potrebbero occuparsi più lentamente di quanto non abbiano fatto sino a oggi». Una prima bozza del progetto c’è già, assicura il dg. E quando gli pronostichiamo un coro di critiche e l’accusa di produrre precariato e posti da mille euro, ci guarda divertito: «Mille euro? Ci vorrebbero un paio di milioni», commenta. Ma che il direttore generale sia più di quanto l’organigramma Luiss dica, lo si capisce dall’atmosfera che si respira nei suoi uffici e in prossimità: via vai di studenti, telefoni che suonano. Alle sette di sera, l’attività ferve. In tandem con Massimo Egidi, il rettore che aveva portato Trento alle vette anche del ranking di Campus, Celli sta spingendo la Luiss sui binari di una internazionalizzazione forte. «Abbiamo un corso di laurea in Economia interamente in inglese», osserva, «molte singole discipline a Giurisprudenza, molti master, come quello in European studies e l’anno prossimo avremo un altro corso in lingua a Scienze politiche. E già da qualche anno sono arrivati i primi studenti stranieri». Modello Bocconi? Non proprio: «Ci siamo a lungo ispirati all’ateneo milanese», sottolinea, «ma posso dire che esiste un modello Luiss, diverso non antitetico». «La differenza», spiega il direttore, «non è di poco conto»: a Milano si stressa molto la competizione individuale, mentre nell’ateneo romano si punta a dotare gli studenti di «una forte capacità di cooperazione, di fare rete, a competere secondo un modello di fiducia». E usa un’immagine molto efficace: «I bocconiani escono con il coltello fra i denti. I nostri laureati sono un po’ meno agguerriti ma, nel medio periodo, il loro background solidale funziona bene». Insomma, diverso ateneo, diversa la filosofia. «Abbiamo un approccio differente», allarga le braccia, «io ho l’ufficio tutto il giorno invaso dagli studenti, cui vengono attribuite responsabilità sempre più ampie». E non è un modo di dire. La Luiss ha completamente appaltato ai suoi studenti tutta la convegnistica: «Scelgono loro i temi, i relatori, gestiscono loro il budget», racconta. «È diventata un’attività professionale a cui stiamo dando, proprio in questi giorni, un assetto societario preciso». Lo stesso accade per un altro gruppo, che ricerca le sponsorship e si occupa di marketing. Idem per le ragazze che si impegnavano nelle attività congressuali interne in servizi di segreteria e di hostess: costuituitesi in società, oggi lavorano anche per l’esterno. Un’altra start-up delle pr. E lo stesso vale per la comunicazione: «Itaca, il gruppo di studenti che ha gestito il blog legato alla campagna Telecom su Gandhi, è tutto Luiss. E ne sta nascendo un altro con una bella idea di cross booking che si chiamerà Giro di giostra». Radio Luiss fa collaborare 400 studenti e la web tv d’ateneo ha cominciato a produrre videocurricula per tutti i laureati. Tutte iniziative cui Celli dà il proprio personale sostegno e l’ateneo di conseguenza. «Vogliamo che i ragazzi imparino a negoziare, a responsabilizzarsi», spiega il direttore. «Negli ultimi anni ho organizzato una rete di professionisti e manager che incontrano periodicamente i laureandi spiegando loro che cosa li aspetta oltre la porta della facoltà», racconta. Lezioni vere e proprie che hanno visto in cattedra personaggi come Domenico Cempella (ex Alitalia), Barbieri (Eni), Angelo Delfino, già direttore generale risorse umane di Enel. Altri, invece, con gli studenti sono andati a cena, come Franco Bernab

Share

On dicembre 18th, 2008, posted in: News università by
No Responses to “Luiss: laureati al lavoro con le start up”
Leave a Reply

Vai alla pagina facebook del Salone dello StudenteVai alla pagina Twitter del Salone dello StudenteVai alla pagina Youtube del Salone dello Studente
Vai al sito Campus