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Lo studente, roba da museo

Studente, un museo ti racconta. Ha aperto i battenti a Bologna il primo museo dedicato alla storia degli studenti universitari d’Europa (Meus).
Non poteva essere altrimenti visto che l’Alma Mater è l’università più antica del mondo, essendo nata nel 1088.
Nella sede di Palazzo Poggi, a due passi dal rettorato, si può fare un percorso suggestivo nella storia studentesca.
Ci si può imbattere nella quattrocentesca matricola miniata con il nome di Nicolao Kopperlingk (Niccolò Copernico 1473-1543) – l’astronomo polacco, allora allievo all’Università di Bologna, che avrebbe dimostrato al mondo che è il sole, e non la terra, al centro delle orbite dei pianeti vicini. Si possono osservare gli affiches del Maggio francese che, nel lontano ’68, fece scoppiare in tutta Europa la scintilla della rivolta studentesca.
Nel complesso, una raccolta che illustra la storia, lunga nove secoli, della presenza e delle tradizioni studentesche nelle principali città universitarie del continente.
“Quella di Bologna è ‘università studentesca’ per eccellenza: è il posto ideale per un museo come questo” sottolinea Gian Paolo Brizzi, professore di storia e direttore del Meus.
“L’Alma Mater, che oggi è prima in Italia per studenti fuori sede e in Europa per studenti Erasmus, non solo è l’ateneo più antico del continente, ma nacque, a differenza di altre blasonate accademie fondate da papi e re, proprio come associazione di studenti”.
E a ricordare quanto gli studenti fossero centrali, tempi addietro, nella vita dell’ateneo, una stele all’ingresso del museo elenca i nomi dei circa 540 “rettori degli studenti”, cioè di quegli studenti che ricoprirono il ruolo di rettore dell’università di Bologna, prima che la funzione passasse a delegati ecclesiastici e, quindi, a docenti.
I pezzi esposti sono circa 300, scelti tra le migliaia di cui l’Università dispone, reperite per lo più da antichi fondi archivistici, donazioni e antiquari.
Le numerose collezioni comprendono tra l’altro cospicue raccolte di oggettistica (calici, vassoi, porcellane, boccali, medaglie, monili, statuette, pipe, portafortuna), abbigliamento (berretti, cappelli, coccarde, distintivi, divise, foulard, mantelli, scarpe, toghe), grafica (cartoline, disegni, fotografie, diplomi, litografie, locandine, mappe, papiri, silhouettes, stemmi), ma anche bauli, lampade, scrittoi, sedie, tavolini, pergamene, carteggi, codici, diplomi di laurea, regolamenti amministrativi, editti, inviti, libretti universitari di iscrizione, programmi di feste studentesche, quaderni, sigilli, Stammbücher. Il museo conserva inoltre importanti materiali relativi alla natione degli studenti tedeschi dell’Università di Bologna: oltre al fondo antico con le matricole miniate quattrocentesche che vantano i nomi di Niccolò Copernico e dell’imperatore Ferdinando II, i libri amicorum (testimonianze della vita associativa degli studenti), e oggetti della vita quotidiana, dal boccale per la birra alle stoviglie in porcellana finemente decorate. Una ricca esposizione di oggetti documenta inoltre la mensur, duello rituale all’arma bianca, il rito della depositio, antica cerimonia di iniziazione, e ancora la musica e il canto con le preziose edizioni ottocentesche dei Kommersbücher.
Il museo è si trova a Palazzo Poggi (via Zamboni, 33) ed è aperto (con ingressi scaglionati di non oltre 25 persone) in questi orari: dal martedì al venerdì: 10-13/14-16. Sabato e domenca: 10.30-13.30/14.30-17.30. Info: www.archiviostorico.unibo.it/museostud; tel. 051 2088545, as.meus@unibo.it.

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On aprile 1st, 2009, posted in: News università by
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