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Si narra che Dio avrebbe creato l’uomo con la parola: ma come agisce la potenza della parola sul cuore umano? E dopo Babele, quale rapporto ha uno scrittore con i suoi traduttori? Tradurre è sempre tradire? Le nuove tecnologie influiscono sull’ispirazione letteraria? A queste e a molte altre domande tenterà di rispondere Dacia Maraini, una delle scrittrici italiane più note e tradotte al mondo, nel corso dell’incontro culturale previsto per mercoledì 17 febbraio alle 17, presso il Chiostro di S. Abbondio a Como.
L’evento è promosso dalla Cattedra di Law and Humanities della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università dell’Insubria, che indaga le relazioni tra diritto e arti espressive quali letteratura, musica e teatro.
Nel corso dell’incontro la scrittrice racconterà il suo rapporto con la parola e le lingue e affronterà alcuni temi a lei cari, quali la difesa dei valori laici contro i fondamentalismi religiosi che affliggono la società e la tutela dei “senza diritti” (donne e bambini oppressi, animali e ambiente).
Condurranno l’incontro i professori Gianni Turchetta, titolare della Cattedra di Letteratura Italiana Contemporanea all’Università degli Studi di Milano, e Giorgio Zamperetti. L’evento sarà introdotto dal rettore vicario, professor Giorgio Conetti e dalla preside della Facoltà di Giurisprudenza Maria Paola Viviani Schlein.
L’ingresso è libero e aperto a tutti.
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On febbraio 10th, 2010, posted in: News università by
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