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La lezione di Verona

Sono delegato del rettore dal 2001: non si trova nessuno che voglia assumersi questa grana”.
Alessandro Lai, 48 anni, mantovano, ordinario di Economia aziendale dal curriculum ricchissimo – fa parte del collegio di revisori della Cattolica assicurazioni e della Piaggio – è affabile e spiritoso.
Sotto la sua gestione, l’ateneo scaligero ha visto passare da 100 a 1700 gli stage e raggiungere quota 5.200 la convenzioni con aziende e professionisti.
“Siamo un ateneo giovane e piccolo in un bacino larghissimo”, osserva, “e ci diamo da fare”. Il 19 marzo, la sua università ha ospitato un CareerDay in collaborazione con Emblema Srl, e abbiamo voluto verificare se, come a Bologna, gli accordi pubblici privati fossero stati particolarmente vantaggiosi per la società amministrata da Tommaso Aiello.
“Abbiamo un approccio multipolare al tema del placement”, spiega, “siamo in AlmaLaurea ma lavoriamo anche con Fixo di Italia Lavoro: non vogliamo far perdere nessuna opportunità ai nostri laureati”.
Lai spiega che Verona organizza CareerDay dal 2003: “Da prima in proprio, con grande dispendio di energie dell’ufficio stage, che è composto da solo tre persone, poi avvalendoci di vari operatori, come Cesop, nel 2005, e Job Challenge nel 2006 e 2007, mentre nel 2008 abbiamo fatto un grande evento con Fixo”. Nel 2009 tocca ad Emblema: “Esatto, i miei dirigenti hanno osservato attentametne la Borsa del Placement e il Career Day di Bologna”, racconta, “e abbiamo iniziato una trattiva con la società. Cercavamo un partner che potesse portare le grandi aziende ad incontrare i nostri partner, sollevandoci dalla gestione di un evento per il quale non abbiamo internamente le necessarie competenze tecniche”.
Le differenze con l’altra esperienza di trattativa privata, quella del primo evento bolognese (febbraio 2008), sono notevoli. L’ateneo, a Verona, mette a disposizione la location (il Polo Zanotto) ma chiede che la società partner si accolli tutti i costi, “a cominciare dalla tensostruttura che monteremo”, chiarisce il delegato.
Lai però non si è limitato a chiarire nell’accordo economico l’aspetto dei ricavi, “l’Università ha voluto gestire tutto in trasparenza: dal prezzo degli stand ai costi, che devono essere approvati”, spiega.
Ad Emblema va, per contratto “il 15 per cento dei ricavi fatturati e l’avanzo eventuale all’ateneo”.
Nessun dubbio anche per la gestione dei dati sensibili sul sito approntato (da Emblema) per l’evento: “Siamo responsabili del trattamento”, scandisce, “i dati dei nostri laureati non vanno da nessuna parte”. E fa un encomio al suo staff: “Gli uffici hanno lavorato 7 mesi sull’accordo”, racconta, “esaminandone ogni implicazione”.
Le aziende partecipanti al CareerDay dell’Università di Verona sono state 25, per un fatturato stimato di circa 50mila euro.

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On marzo 25th, 2009, posted in: News università by
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