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La legge dei baroni

Rettori e presidi con moglie, figli, nipoti e parenti vari in cattedra nella stessa università, docenti indagati a vario titolo, ma chiamati a coprire prestigiosissime cattedre “per chiara fama”, ricercatori sfruttati, vessati e sistematicamente scavalcati nei concorsi, nomine incrociate (“tu fai vincere mio figlio, io poi nomino il tuo”), vincitori predestinati e gli altri costretti a partecipare per fare numero, casi di esami passati a suon di migliaia di euro o a suon di prestazioni sessuali, politici che spadroneggiano sulle scelte accademiche, addirittura mafia e ‘ndrangheta che si infiltrano negli atenei. Una vera e propria galleria degli orrori universitari. Due giovani giornalisti, Davide Carlucci, 39 anni de La Repubblica e Antonio Castaldo, 33 anni, del Corriere hanno descritto tutto questo e anche di più nel libro “Un Paese di baroni”, edito da chiarelettere (pagg. 309, 14,60 euro). Un libro che, secondo gli autori, è diverso dai tanti che sono usciti sull’argomento, da Gianantonio Stella in poi. Vediamo perch

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On marzo 4th, 2009, posted in: News università by
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