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Iulm: anno nuovo, nuova universit

Fulmini e saette dalla bocca del grande inquisitore. Al rettore della Libera università di lingue e comunicazione Iulm, Giovanni Puglisi, lo stato di salute attuale del sistema accademico italiano non piace e non lo manda a dire. «Viviamo una situazione di caos e di abbandono», ha dichiarato, il 2 marzo, in occasione della cerimonia inaugurale del nuovo anno accademico 2006-2007, alla presenza dell’onorevole Carlo Sangalli, presidente Confcommercio, e delle rappresentanze comunali. «L’accavallarsi di norme e regolamenti ha raggiunto limiti quasi insopportabili, comportando una diffusa caduta di qualità nell’offerta didattica e l’inagibilità dei percorsi formativi». Ma invece di chinarsi con rassegnazione fatalista sul capezzale del morente, assesta all’università italiana un vigoroso manrovescio: chissà mai che lo scossone riesca a smuovere le acque e invertire la tendenza di una dilagante omologazione al ribasso. Segno che, nonostante il disappunto dichiarato, la voglia di misurarsi e cogliere la sfida vince su ogni forma di inutile passività.
«Sebbene la Costituzione non faccia alcuna differenza fra università pubbliche e non», ha argomentato Puglisi, «Gli atenei privati si sono visti ridurre ulteriormente le già misere risorse concesse dallo Stato». Segue l’appello a una battaglia comune in difesa dell’intero sistema didattico italiano, secondo la ricetta delle due “erre” incrociate: «La “r” delle risorse, che dovrebbero essere sempre crescenti, e la “r” delle regole, che dovrebbero essere sempre meno rigide a vantaggio della coscienza critica, del senso di responsabilità amministrativa ed etica di coloro che detengono il governo degli atenei». Come dire, basta alle circolari ministeriali, agli atti d’indirizzo, alle leggi e leggine che appesantiscono l’apparato accademico, soffocando l’autonomia delle singole realtà.
Ha seguito, poi, l’esposizione di alcuni dati incoraggianti relativi all’andamento della Iulm. Secondo indagini recenti, l’ateneo intercetta il 10 per cento degli studenti italiani che si iscrivono ai corsi di laurea in Scienze della Comunicazione, con grande soddisfazione del sistema produttivo: i risultati di placement, infatti, superano quota 90 per cento a tre anni dal conseguimento del titolo.
Fra gli interventi successivi, quello del rappresentante degli studenti Nicolò Crisafulli ha conquistato la platea più giovane e non solo: «La Iulm», ha esordito con un poco d’emozione, «non è l’ateneo delle veline, come vuole un falso luogo comune: è innanzitutto ambito di innovazione, qualità didattica e rigore scientifico». Fra le richieste avanzate dalla comunità studentesca, piani di studio meno soggetti a variazioni, e la possibilità di votare non solo in consiglio d’amministrazione, ma anche in senato accademico e in consiglio di facoltà. Immediata la replica di Puglisi: «La risposta dell’uomo e professore è immediatamente affermativa. Quella del rettore, ahim

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On marzo 5th, 2007, posted in: News università by
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