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Il futuro secondo Matteo

A trentuno anni è il più giovane presidente di provincia d’Italia. Il bello è che Matteo Renzi, fiorentino, una laurea in legge, due figli, un posto da dirigente nell’azienda di famiglia che si occupa di servizi per l’editoria, governa la Provincia di Firenze in quota Margherita da quando di anni ne aveva 28.
In un libro uscito per Giunti, Da De Gasperi agli U2 (vedi box), ha lanciato con decisione la questione del ruolo dei giovani nella società italiana. Se non fossimo nel bel mezzo di una campagna elettorale particolarmente infuocata, sarebbe un tema al centro del dibattito.
Le danno del marziano…
Sì, facendo finta di ignorare che cose molto più serie della Provincia di Firenze (con tutto il rispetto per la Provincia e naturalmente per Firenze) sono state volute da trentenni. Yahoo! o Google sono aziende fondate da alieni veri, più giovani di me. Che Daniel Harding dirige la prima alla Scala senza aver raggiunto ancora i trenta. Che cos’è per lei la politica? Come ha detto Bono…
Prego?
Sì, Bono, Bono Vox, il leader degli U2 che intervenendo al congresso laburista di Brighton nel 2004 sui temi dell’Africa e dello sviluppo, presente Blair e il suo avversario di allora, disse: «È un’enorme responsabilità essere i depositari dei sogni della loro gente, essere la loro speranza per il futuro». Il più bello spot mai fatto alla politica. La politica infiamma in questi giorni le università francesi. Il tema centrale è il lavoro, o meglio, la precarietà.
Anche lei parla molto di lavoro, nel suo libro.
Sì, per dire che la nostra Repubblica più che fondata sul lavoro è affondata sulla rendita, il vero nemico del nostro tempo. Quando gli imprenditori chiudono gli investimenti preferendo la finanza è la rendita a vincere. Costituisce il principale strumento di esclusione politica,economica, sociale della nuova generazione. Da qui insomma deve partire l’azione di giovani che stiano in politica.
E che fare, concretamente?
Agire contro le storture che creano la rendita. Ci faccia qualche esempio… La prima riguarda gli ordini professionali e i loro albi, che rappresentano una delle principali forme di esclusione dei giovani da un mercato libero e concorrenziale. Nessuno immagina che i problemi dei giovani di questo Paese derivino dalla presenza degli albi professionali. Ma se io ho studiato giurisprudenza, mi sono laureato, ho fatto il tirocinio e la pratica legale, ho passato l’esame di Stato, perch

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On febbraio 17th, 2009, posted in: News università by
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