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Gli universitari si dividono

Riteniamo che piuttosto di tanti corsi di laurea inutili in scienze delle comunicazioni o in altre amenità, servano profili tecnici competenti che incontrino l’interesse del mercato del lavoro.” E ancora: “diciamo che non aiuta a trovare lavoro, purtroppo sono più richieste lauree di tipo scientifico, lauree che in qualche modo servono all’impresa.”
Così sentenziava martedì scorso durante la trasmissione di Raitre “Ballarò”, il ministro Maria Stella Gelmini. Oggetto degli strali, i corsi di laurea in Scienze della Comunicazione, secondo i dati in possesso del ministro, più che classi di laurea amenità che andrebbero ad ingolfare la già nutrita schiera di disoccupati under 30. E naturalmente il popolo del web, sia che appoggiasse sia che criticasse queste dichiarazioni, non ha perso tempo ed ha subito voluto esprimersi, tra i vari blog e Facebook.

Proprio il popolare social network ospita la pagina “Noi di Scienze della Comunicazione offesi dal Ministro Gelmini”, nata proprio martedì a pochi minuti dalle dichiarazione del ministro e piena di post indignati di chi difende la categoria. “Se più gente conoscesse il potere dei mass media, tante vere amenità in Italia non ci sarebbero. Se al posto dei loro figlioli e parenti mettessero gente competente nella comunicazione politica, aziendale ecc non sarebbe inutile come laurea, anzi. Io pretendo le scuse!” dice Federica Di Cori animando per prima la bacheca della pagina. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Irene Toccafondi: “Io ho scelto questo corso di laurea perch

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On gennaio 14th, 2011, posted in: News università by
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