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Gli studenti organizzano la protesta su Fb

La protesta universitaria per l’ingiustificato aumento delle tasse torna a farsi sentire fragorosa (Campus ne aveva dato notizia sulle pagine del blog online già a novembre 2009 http://www.campus.it/blog/2009/11/11/piu-tasse-per-tutti/ e ne ha dedicato, nell’ultimo numero in edicola, un ampio spazio http://www.campus.it/editoriale/299848-sommario-aprile-2009.html) E ancora una volta ad ospitare l’onda d’urto universitaria è il web, soprattutto sulle pagine di Facebook. Qui il Coordinamento per il diritto allo studio – Udu di Pavia (il cui ateneo è considerato al terzo posto fra quelli più cari in Italia da un recente rapporto de Il Sole 24 Ore) ha creato il gruppo “Io dico no all’aumento delle tasse per gli studenti” e lanciato gli inviti per l’evento di protesta che il 2 febbraio porterà sotto il rettorato dell’ateneo pavese un buon numero di studenti piuttosto arrabbiati. “Ancora una volta scaricano su di noi i tagli, 125 euro in più a tutti”: così gli organizzatori della protesta accolgono gli utenti del gruppo, fornendo anche un ragguaglio degli aumenti con una serie di grafici dettagliati (http://www.coordinamento.org/2010/01/29/aumento-di-tasse-per-tutti/).
Il dibattito quindi è già nel vivo, come testimoniano gli interventi degli studenti. “Da noi aumentano le tasse ma, contemporaneamente, abbassano la qualità dei servizi e il livello della didattica. Non si può accettare passivamente una cosa del genere”. E’ la testimonianza che Alessandro fa ai suoi colleghi in Italia direttamente dalla Yale Law School, dove “gli studenti pagano oltre 23 mila dollari a semestre ma i servizi sono più che mirabolanti” e le borse di studio coprono gran parte dei costi degli studenti. “Bisogna difendere i propri diritti!! Quello dello studio deve essere per tutti, e un aumento delle tasse taglierebbe le gambe a molti studenti!” è l’appello che invece lancia Gaetano. Dallo spirito di mobilitazione dei più agguerriti, alle valutazioni sui possibili scenari.“Aumentiamo pure le tasse dell’università così ci mettiamo a suonare l’organetto in piazza e con il piattino raccogliamo qualche spicciolo” dice ironica Martapaola sulla bacheca del gruppo.
E dalla provincia pavese l’onda di protesta giunge sino alla Puglia, dove il sindacato studentesco di Bari (http://www.udubari.it/) scrive una sentita lettera aperta al Presidente Napolitano per far presente la gravità della situazione e si unisce alla fotopetizioneIo non sono uno spreco” lanciata dai colleghi di Taranto (http://www.facebook.com/album.php?aid=43946&id=1513083242&ref=mf l’album su Facebook con le foto di chi ha già aderito) per affermare la necessità di salvaguardare gli investimenti di bilancio in favore degli studenti, dei servizi, senza toccare le tasse degli studenti. Gli studenti di altre nazioni se la passano meglio? A leggere delle proteste dei giovani inglesi, sembrerebbe proprio di no.

(in collaborazione con Giulia Cimpanelli)

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On febbraio 1st, 2010, posted in: News università by
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