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G8 University summit: scontri a Torino

È di 19 feriti il bilancio degli scontri a Torino tra le forze dell’ordine e gli studenti che protestavano contro il G8 University Summit. Non risultano esserci feriti tra i manifestanti, mentre 17 poliziotti e 2 carabinieri sono stati ricoverati in ospedale con lievi contusioni. Secondo l’Onda, che denuncia violente cariche della polizia, anche due studenti sarebbero stati colpiti alla testa e alle braccia. I rettori delle università dei paesi membri del G8 e i rappresentanti degli atenei di alcuni paesi in via di sviluppo si sono riuniti questa mattina nella facoltà di architettura dell’università di Torino, nel castello del Valentino, con l’obiettivo di «discutere il ruolo e il contributo dell’università sullo sviluppo e sulla sostenibilità ambientale e sociale, per consigliare i grandi in vista del G8 all’Aquila su come uscire dalla crisi». Contemporaneamente è partito il corteo organizzato dagli studenti dell’Onda, composto da un migliaio di manifestanti. Fra le scritte sugli striscioni, «l’Onda non vi sostiene, vi travolge» o «A Torino c’è Profumo di marcio», riferito al rettore del Poliltecnico, Francesco Profumo, tra gli organizzatori del G8 delle università. Nel pomeriggio gli studenti hanno cercato di sfondare il cordone della polizia per raggiungere la sede del summit. Gli agenti hanno reagito con lancio di lacrimogeni e cariche contro i manifestanti, che hanno incendiato alcuni cassonetti. «C’è stato un grosso problema di comunicazione. Dobbiamo cambiare il modo di comunicare», ha commentato il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo. «C’è un malessere generale tra gli studenti che io riconosco. Ribadisco la mia totale disponibilità ad incontrarli». I rettori riuniti a Torino dal 17 maggio hanno parlato di una politica energetica che utilizzi le fonti rinnovabili, di un utilizzo razionale delle risorse naturali sottolineando «il ruolo chiave che le università devono svolgere nel contribuire a creare e diffondere una cultura dello sviluppo sostenibile, a livello locale e globale». Ma è sulla crisi economica, sul ruolo dei rettori come «consiglieri» degli otto grandi che si sono concentrate le proteste dell’Onda. «E’ l’ennesimo tentativo di pochi autoproclamati di decidere e orientare la formazione e la ricerca ed è evidente che l’ intenzione non sarà trovare una reale soluzione, ma tornare alla situazione precedente, tanto comoda per chi della crisi è causa e che oggi ci governa», scrive il network dei collettivi studenteschi.
Per il video delle proteste clicca qui

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On maggio 19th, 2009, posted in: News università by
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