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“Faccia chiarezza su eCampus”

Pubblichiamo l’editoriale di Campus di settembre, da poco in edicola

UNIVERSITA’ DEL FUTURO ONLINE? LETTERA APERTA ALLA GELMINI

Caro Ministro, in questi giorni assistiamo a un fatto eclatante, per ampiezza di mezzi impiegati e per aggressività nei toni espressi seppure fra le righe: un’università telematica, la eCampus di Novedrate (Como), sta inondando di pubblicità i principali quotidiani e periodici italiani, nel periodo tipico delle iscrizioni degli atenei tradizionali.
Nel momento cioè che, statisticamente, almeno la metà delle 300mila matricole italiane e le loro famiglie, si sta orientando verso quali corsi e quali facoltà indirizzare la scelta del proprio impegno per i prossimi anni, di studio per le prime, di sostegno economico per le seconde. A loro, eCampus rivolge presentandosi come l’università del futuro e offrendo una formula college, residenziale in ateneo, che è davvero un non-senso in un’università per legge a distanza.
Evidentemente un ateneo, soprattutto se privato come quello di Novedrate, può decidere di investire come vuole le rette raccolte – 3.900 euro. Il punto è che questo messaggio, per i tempi e per i contenuti, per la rutilante campagna che lo veicola, potrebbe rivelarsi ingannevole per molti futuri studenti e per molte famiglie.
È pensabile che sia l’università del futuro quella in cui si studia scaricando da internet alcune slide e leggendo pezzi di manuali e vedendo in faccia i propri docenti solo il giorno dell’esame? È legittimo che un’università accreditata per legge come a distanza offra una non ben definita «formula college» a studenti «a tempo pieno» che vogliano frequentare il campus di Novedrate? E che cosa faranno mai, questi studenti nell’ex centro Ibm brianzolo oltre a pagare costi supplementari per l’alloggio? Gli saranno proposte lezioni frontali? E da parte di chi? Delle schiere di supplenti provenienti da altre università ma solo per tenere gli esami in presenza? O piuttosto saranno i tutor della Cepu, di proprietà del fondatore di eCampus, Francesco Polidori e legata all’ateneo da rapporti commerciali di cui non sono stati mai chiariti i contorni?
E se invece fossero gli stessi docenti supplenti a tenere le lezioni, si configurerebbe un mostro giuridico: un ateneo a distanza, forse privo di requisiti di legge 270/04 (una visita del Cnsvu è attesa entro l’anno per la verifica dell’accreditamento) per quanto riguarda la numerosità dei docenti, che fa diretta concorrenza alle università tradizionali.
Caro Ministro, occorre portare chiarezza in una vicenda che potrebbe vedere molti studenti e molte famiglie scegliere un’università telematica essendo indotti a pensare sia tale quale alle altre.
Per Lei che, dal primo momento del suo ministero, si è giustamente richiamata al tema del merito, significherebbe dare un messaggio importante non solo alle future matricole ma a tutti gli studenti che iniziano un anno duro e difficile, per la scarsità di risorse che la crisi impone e per le annunciate proteste dei ricercatori. Il messaggio cioè che la laurea, in questo Paese, continuerà a essere una cosa seria.

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On settembre 24th, 2010, posted in: News università by
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