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Diritto allo studio: un meccanismo da rivedere

Il ministero dell’Istruzione integra il fondo per le borse di studio del 2009, ma il diritto allo studio rischia di perdersi e disperdersi negli anni successivi. Un’analisi realizzata dal sito Lavoce.info (www.lavoce.info) , dimostra come lo studente che ha diritto al finanziamento non riesca a mantenere la copertura delle tasse per l’intero ciclo di studi. Per insufficienza di risorse, o per differenti criteri di assegnazione delle Regioni (gli enti che hanno competenza in materia di dsu), gli aventi diritto non si vedono assegnata per intero la borsa o, nei casi migliori, ricevono gli importi dovuti a posteriori, ovvero molto tempo dopo aver pagato di tasca propria le tasse.
Distorsioni che gli addetti ai lavori conoscono bene. Come dimostra un’indagine realizzata dall’Azienda per il diritto allo studio di Modena e Reggio Emilia: su 100 aventi diritto alla borsa di studio al primo anno, soltanto 40 la mantengono per l’intero triennio.
Insomma, l’assegnazione integrale per un anno delle borse, concessa dal ministero, rischia di rimanere un provvedimento una tantum se non si mette mano, oltre all’entità dei fondi degli anni successivi, anche all’intera dinamica di assegnazione. Infine, un altro importante problema riguarda la carente informazione sui criteri di assegnazione dei grant. Con la conseguenza che molti potenziali «aventi diritto» neppure presentano richiesta.

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On novembre 21st, 2008, posted in: News università by
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