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Chimica dell’arte

Chiudiamo gli occhi e immaginiamo… Immaginiamo di entrare nella Cappella degli Scrovegni, circondati dagli affreschi di Giotto o in quella Sistina, sovrastati dai volti di Michelangelo. Opere eterne, ma non immutabili. Le frontiere della tecnologia si innovano e coinvolgono la tecnica pittorica degli antichi maestri, tanto da farci scoprire, grazie alla radiografia di una tela, i segreti del Perugino o le indecisioni di Raffaello.
Sfide impegnative che hanno bisogno di un buon gioco di squadra, ed è così che l’Università di Verona in collaborazione con l’ateneo di Perugia ha organizzato una full immertion di arte e scienza, ovvero un seminario «Chimica per l’arte: scienze molecolari e beni culturali», che si terrà lunedì 11 gennaio nella Sala Barbieri dell’Università di Verona alle 10.30, durante il quale verranno presentate le nuove scoperte sulle scienze molecolari e il contributo nel campo dei beni culturali.

L’incontro, organizzato da Marco Bettinelli, docente di Chimica dell’ateneo scaligero, vedrà la partecipazione di Antonio Sgamellotti del dipartimento di Chimica dell’Università di Perugia che presenterà le importanti scoperte sulle metodologie per la conoscenza, la conservazione e il restauro di manufatti.

Per carpire segreti del passato e scoprire tecniche per il futuro, a Perugia il Centro di eccellenza Smart ha costituito un laboratorio mobile, Molab, che fornisce accesso transnazionale nell’ambito del progetto europeo Eu-Artech. Con queste tecniche portatili è stato recentemente realizzato uno studio completo ed approfondito sullo stato di conservazione del David di Michelangelo, di cui saranno presentati e discussi i risultati.

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On gennaio 5th, 2007, posted in: News università by
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