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Career Day di Bologna. L

Operazione trasparenza. Il Career Day dell’Università di Bologna è stato un successo in termini di partecipanti e pubblico. Ma all’epoca in cui è stato organizzato ha suscitato qualche interrogativo circa la rapidità della sua organizzazione e il committente che ne ha curato lo sviluppo. Paola Monari, pro-rettore dell’ateneo, fa chiarezza rispondendo alle domande di Campus.
Per l’evento, allestito il 7 febbraio al padiglione 35 della Fiera di Bologna, l’Università si è appoggiata a una piccola società esterna, Emblema srl. Che grado di coinvolgimento aveva?
Emblema si è occupata dell’attività di segreteria: spedizione di lettere ed e-mail, telefonate, ricezione del materiale. Non vi abbiamo affidato l’intera manifestazione come accade per certi eventi tipo Job Meeting o altri che fanno attività di placement. Tutta l’ideazione è stata opera del Settore orientamento dell’Università di Bologna, in particolare di quello che si occupa dell’orientamento al lavoro. L’evento è stato pensato da un gruppo di lavoro ristretto di cui facevano parte Massimo Bergami, direttore di Alma School, Walter Tega, presidente della Fondazione AlmaMater e Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea, oltre che il rettore, Pier Ugo Calzolari, e la sottoscritta in qualità di pro-rettore.
Come mai il ricorso a un appoggio esterno?
L’Università non si può permettere di avere personale che si dedichi a un singolo evento per soli due mesi: è un picco di lavoro che può essere sostenuto soltanto da un gruppo esterno.
 Perch

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On maggio 5th, 2008, posted in: News università by
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