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Baroni si nasce e non si diventa!

«Un forte malessere attraversa il mondo universitario, in particolare quello dei giovani che aspirano alla vita accademica. Ed è altrettanto chiaro che questo malessere ha origine in alcuni atteggiamenti "baronali" sconsiderati e arroganti, che – oggi di certo più di ieri, giacchè "baroni" si nasce e non si diventa! – caratterizzano alcuni parvenu del cosiddetto baronaggio accademico». Parole pesanti, quelle pronunciate dal professor Giovanni Puglisi, rettore della Iulm, durante il suo discorso per l’inaugurazione dell’anno accademico 2008/2009.
Ma non finisce qui: «L’Università è il luogo dell’educazione alla correttezza e all’onestà intellettuale e morale. Un vulnus nel costume universitario è molto più grave e deformante delle coscienze individuali e sociali di quanto non lo sia, anche se giuridicamente equivalente, uno analogo nel mondo del giornalismo, della diplomazia, del notariato o della magistratura. Che anche loro soffrono di nepotismo come l’università: qui sono di attualità esempi di parentopoli». E continua: «Sono stanco di sentirmi dire dai miei amici giornalisti “come ci si trova al fianco di tizio, caio?”. Bisognerebbe valorizzare coloro i quali hanno la fortuna – adesso sfortuna per i veramente bravi – di essere nati in una famiglia di docenti universitari, attraverso possibili cooptazioni decise e fatte da altri, diversi dai propri familiari e possibilmente lontane dalle “sedi” di famiglia sia accademiche che auspicabilmente anche disciplinari. Lo stesso discorso deve essere fatto
per gli atenei: ognuno deve avere le risorse che merita, tanto di personale, quanto finanziarie; anzi le seconde devono essere misurate sulle capacità e sui risultati scientifici delle prime. Insomma, la valutazione incentivante aprirebbe finalmente la strada alla effettiva parificazione tra sistema universitario statale e non statale».

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On febbraio 16th, 2009, posted in: News università by
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