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A lezione di volontariato

La mancanza d’acqua non è certo un loro problema. Tuttavia i giovani canadesi sono molto sensibili alla questione. Tant’è vero che un gruppo di studenti della University of Alberta ha deciso di aiutare alcune comunità keniote nella realizzazione di filtri in ceramica per la depurazione dell’acqua. I ragazzi del KCP (Kenya Ceramics Project) – questo il nome dell’iniziativa – si stanno impegnando nella raccolta di fondi che permettano innanzi tutto la realizzazione dei dispositivi e in secondo luogo l’apertura di aziende locali.
L’idea è questa: dopo un periodo iniziale, in cui gli studenti canadesi aiuteranno concretamente la popolazione nella creazione dei filtri, le comunità locali avranno gli strumenti per portare avanti da sole l’attività. “In questo modo non aiutiamo soltanto le persone a stare meglio, ma creiamo anche lavoro e investiamo nell’economia locale”, afferma Andre Isaac, studente di medicina della U o A e volontario del KCP. A dare notizia del progetto e a riportare le parole del ragazzo è The Gateway, che spiega anche il funzionamento dei filtri – realizzati interamente con materiali del luogo (argilla e segatura). Queste sostanze, con i loro micropori, sono in grado di trattenere i batteri e gli altri elementi nocivi, lasciando che l’acqua depurata scorra attraverso un recipiente e sia raccolta in un secchio di plastica. Alcune ricerche condotte dagli studenti della U o A e da aziende keniote hanno dimostrato che in questo modo è possibile eliminare il 99,99% dei batteri. Un risultato che fa ben sperare, in un Paese in cui più del 50% delle persone non ha accesso ad acqua potabile.
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On aprile 6th, 2011, posted in: News università by
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