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2010 pi

DA UN PO’ DI MESI EDITORIALISTI DI GRIDO NE PARLANO E I RETTORI ECCELLENTI DI AQUIS LO SCRIVONO NERO SU BIANCO: L’ANNO CHE VERRÀ POTREBBE REGISTRARE UN FORTE AUMENTO DEI CONTRIBUTI STUDENTESCHI. SIAMO ANDATI A PARLARNE NEGLI ATENEI PIÙ A RISCHIO

Ci sperava la stessa Gelmini: in corrispondenza della presentazione della riforma universitaria, il suo collega di Governo, Giulio Tremonti, avrebbe allentato i cordoni della borsa e riconsiderato i tagli super che andranno a regime proprio da gennaio 2010. Per questo, anche la presentazione del disegno di legge, originariamente prevista prima dell’estate magari in corrispondenza dell’Anvur, è slittata di settimana in settimana, di consiglio dei ministri in consiglio, fino ad arrivare all’autunno inoltrato.
Che cosa succede con il nuovo anno solare? Nel mondo accademico, gli ottimisti pensano che le risorse – almeno i 500 milioni di euro che i rettori considerano minimali per il funzionamento dei 77 atenei – verranno fuori dal tesoretto che lo scudo fiscale va costituendo. Il che rende molto pacati i comunicati che la Conferenza dei rettori italiani-Crui produce, peraltro con molta parsimonia. «(…) è indispensabile», aveva commentato il numero uno dei rettori, il milanese Enrico Decleva, «che all’avvio del processo riformatore corrisponda una disponibilità adeguata di risorse. A partire da quanto sarà garantito al finanziamento degli atenei per il 2010».
Vanno invece meno per il sottile i suoi colleghi di Aquis, l’associazione per la qualità nell’istruzione universitaria, che raggruppa gli atenei eccellenti. In un documento di pochi giorni fa (che potete consultare su www.campus.it/campuspro) hanno dichiarato di aver pronti gli aumenti delle tasse e di avere pronte le lettere in cui spiegarne agli studenti e alle loro famiglie le ragioni. Forse questi rettori ricordano di come, sotto il precedente governo, i soldi per l’università fossero finiti nei bonus fiscali per i camionisti e poi nella crisi Alitalia. E dubitano che Tremonti, alla fine, tiri fuori il danaro. In più l’emendamento del senatore pidiellino Valditara che doveva assicurare il mezzo miliardo di risorse è stato bocciato nella discussione della Finanziaria.
Per molti l’aumento delle tasse, anche cospicuo (gli economisti di Voce.info hanno ipotizzato anche del 100%), sarà inevitabile. Siamo andati in giro per l’Italia, a chiedere cosa ne pensino gli studenti, cominciando da quelle università, aderenti ad Aquis, che sono pronti al rincaro.

Qui bologna
Secondo Stefano, 21 anni, che studia Biotecnologie, non è necessariamente detto che l’università sia solo vittima: il Governo ha infatti una sua versione, sostiene che i tagli siano necessari perch

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On dicembre 15th, 2009, posted in: News università by
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