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A FIESOLE, NEI PRESSI DI FIRENZE, OPERA UN’ISTITUZIONE DI ECCELLENZA APERTA AI MIGLIORI GIOVANI RICERCATORI DEL VECCHIO CONTINENTE. DOVE LA MERITOCRAZIA È LEGGE

Il posto è d’incanto e una volta che sei qui non ne usciresti più: una badia con annesso convento rinascimentale sulla collina di Fiesole. Una splendida vista su Firenze da nord, fra gli ulivi…
Sarà per questo che i suoi attuali inquilini – 500 dottorandi, 100 post-doc, 55 professori full time dell’Istituto universitario europeo – si son fatti in giro la fama di snob. Li vai a trovare e scopri che è una fama immeritata e che qui lavora un gruppo di ricercatori altamente selezionati, che portano avanti studi di punta nell’ambito delle scienze sociali: studi politici, economia, legge, storia.
Un’istituzione davvero europea per la storia e la natura stessa dell’istituto, fondato nel 1972 dai sei Stati fondatori della Comunità economica per sviluppare una prospettiva continentale in questi campi di studio. E oggi, qui, arrivano ricercatori e docenti provenienti da tutti i Paesi dell’Unione, e non solo, sia per i programmi di dottorato quadriennali nei quattro dipartimenti, sia per i programmi post dottorato o per il master annuale in Diritto comparato, europeo e internazionale.
Jorrit Rijpma, 27 anni, olandese, è al quarto anno del dottorato in Legge. «Sto portando avanti il mio lavoro sulle politiche di immigrazione nell’Unione europea. Mi sono laureato in Olanda, a Maastricht, e poi, dopo un master in Belgio, eccomi qua. La selezione per entrare qui a Fiesole è estremamente meritocratica e trasparente».
«Sì, ho presentato il mio curriculum e il mio progetto e sono stata selezionata, il tutto in modo molto trasparente. Tutto il contrario del sistema italiano cui ero abituata…», conferma Valentina Falco, 29enne, laureata a Milano e qui al terzo anno presso il dipartimento di Giurisprudenza. «Questo posto è unico: non solo per la bellezza delle sedi dell’Istituto, ma anche per lo scambio con ricercatori e professori da tutta Europa: è un’istituzione accademica fuori del comune».
Se noi italiani ci lamentiamo della nostra situazione universitaria, stando qui con i ragazzi dell’Istituto europeo, si scopre che anche in altri Paesi le condizioni per i giovani ricercatori possono non essere ottimali. «Mi ero stufata del sistema francese», sbotta Oriane Calligaro, 28enne parigina, dottoranda in Storia. «Mi occupo di politiche europee per la creazione di un’identità. Ero in Germania quando ho maturato la decisione di venire qui. Se tornerò in Francia? Vediamo: in fondo sono una ricercatrice precaria…».
«Ero negli Stati Uniti, a Washington, e volevo tornare in Europa. Così ho presentato domanda per il master in Diritto ed ora eccomi qui», racconta invece Andrea Viski, 25enne, ungherese. «Spero che altri miei connazionali mi seguano e arrivino qua, perch

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On settembre 15th, 2009, posted in: Master & Corsi by
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