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Stipendi congelati da 2 anni

Un’estate da incubo in Inghilterra per i neolaureati che cercano lavoro. Un’indagine occupazionale, pubblicata dal The Guardian, rivela che ci sono 70 domande per ogni posto di lavoro vacante che richiede un titolo di studio, a fronte delle 50 del 2009 e delle 30 del 2007.
 La stima è stata calcolata su 200 imprese: Cadbury, Marks & Spencer, JP Morgan, Vodafone quelle citate dalla testata. A questa esplosione di domande non corrisponde un aumento dell’occupazione, che invece scende del 7%. I settori presi d’assalto dai neolaureati inglesi sono quello alimentare e quello cosmetico, che hanno registrato fino a 250 domande per ogni posizione aperta.
Il direttore generale dell’associazione Graduate recruiters Carl Gilleard suggerisce ai laureati di essere più flessibili nella ricerca del lavoro: “chi si laurea oggi deve avere sia obiettivi di carriera raggiungibili e immediati, che progetti da realizzare a lungo termine, infatti” continua Gilleard “qualsiasi lavoro è meglio di nessun lavoro, anche se questo significa lavorare per un certo periodo in un negozio o stare dietro a un bancone. Meglio impegnarsi, tenersi occupati e guadagnare qualche soldo che stare a vegetare, disperandosi per la propria condizione. La grossa paura è che la fiducia e la tenacia svaniscano e certe persone si trovino in una condizione di disoccupazione permanente”.
Anche gli stipendi dei laureati sono congelati: per la prima volta nella storia i salari sono rimasti fissi per due anni consecutivi a £ 25.000.
Naturalmente tanta manodopera per così poco lavoro ha inasprito le selezioni e portato la concorrenza alle stelle. Se prima un laureato con punteggio 2.2 era considerato un buon candidato, oggi la sua candidatura viene addirittura filtrata dalle applicazioni automatizzate rischiando così di essere escluso dal mercato del lavoro. Nel 2008 solo il 57% dei selezionatori richiedeva laureati con punteggio 2.1, oggi questi sono gli unici ad essere presi in considerazione.
Per fortuna qualche buona notizia arriva: l’indagine ha rilevato la ripresa del settore bancario, contabile e assicurativo, per cui sono previste nuove posizioni a partire dai prossimi mesi.
Nonostante la situazione economica generale le iscrizioni all’università sono cresciute del 14% quest’anno, sintomo che la fiducia nel sistema non è diminuita. Il ministro dell’Istruzione, università e ricerca David Willetts ci tiene a sottolineare che «una laurea è ancora un buon investimento se misurata sul lungo periodo e i laureati svolgeranno un ruolo chiave nel far uscire la Gran Bretagna dalla recessione. Ci stiamo infatti impegnando, come governo, ad agevolare i laureati in corso con buoni voti a trovare lavoro». Il ministro ha inoltre imposto alle università inglesi di pubblicare i dati placement, per creare consapevolezza negli studenti e orientarli nella scelta.
Il presidente dell’Associazione nazionale studenti, Aaron Porter, ha esortato il governo a investire nella formazione e nella creazione di posti di lavoro: «Siamo preoccupati perch

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On luglio 13th, 2010, posted in: Estero by
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