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Quattro stelle cinque cerchi

Loughborough è per eccellenza l’ateneo britannico dei primati. Al top nel ranking del times, al top per allievi premiati alle olimpiadi. E in crescita è anche la sua comunità di studenti italiani.

Sarà che a tre anni dalle Olimpiadi 2012 di Londra, in Gran Bretagna lo sport è una cosa seria. Sarà che la recessione ha reso meno interessanti e remunerativi i lavori nella City e gli aspiranti analysts sono sempre più in declino. Ma quest’anno il Sunday Times University of the Year Award è andato alla Loughborough University, il più sportivo college del Vecchio continente, a due passi da Nottingham. E non è che l’ultimo di una serie di prestigiosi riconoscimenti per un ateneo che, quest’anno, celebra i 100 anni dalla sua fondazione.
In un Paese dove le classifiche sono religione, Loughborough quest’anno figura nella Top ten del Guardian, da sei anni è nella Top 15 del The Times e, soprattutto, nel 2008 ha conquistato il primo posto per student satisfaction con il prestigioso riconoscimento di Times Higher Education: un panel di 12mila studenti ha decretato Loughborugh la migliore sede per accoglienza e servizi offerti agli studenti. L’Award for Outstanding support for overseas students, riservato all’ateneo più attento alle esigenze degli studenti non europei, e sei Queen’s Anniversary Prize in sette anni per eccellenti risultati nella ricerca, confermano i programmi del college del Leicestershire.
Ma come fanno, nella terra di Robin Hood, a soddisfare gli studenti? Niente alloggi polverosi in periferia, affollati autobus o panini raffermi: il nuovissimo campus di oltre 2 chilometri quadrati di Loughborugh, il più grande d’Inghilterra, è una cittadella autosufficiente che garantisce alloggio alle matricole e ai postgraduate per il primo anno di studi. E per mantenersi in forma ci sono una piscina olimpionica di 50 metri, campi da tennis, campi artificiali di football e numerose palestre. Gratuite. E per l’alloggio? Le residenze interne al campus offrono un ottimo rapporto qualità-prezzo, sia catered (stanza singola e pasti inclusi, costo complessivo 400- 600 euro), sia self-catered (stanza singola, pasti esclusi e cucina in comune con altri otto studenti, da 300 euro al mese). Loughborugh garantisce la tranquillità di un campus e 23 dipartimenti, che servono oltre 15mila studenti, senza dover vivere in mezzo al nulla, con Nottingham, Derby, Leicester e la foresta di Chamwood a meno di mezz’ora di treno. Ma anche dall’Italia i collegamenti sono ottimi: «Loughborough è facilmente raggiungibile con Ryanair, partenza da Bergamo e arrivo East Midland airport», 30 minuti dal campus, conferma Luca, ex studente Erasmus da Milano, una delle città italiane servite da voli diretti con Roma, Pisa e Torino.
Loughborough è l’unico ateneo del Regno Unito dove la Student Union, l’associazione degli studenti che si occupa di attività ricreative e tempo libero, è proprietaria delle strutture utilizzate: insomma, il pub universitario appartiene davvero agli studenti. E i 300 milioni di sterline promesse dal governo di Gordon Brown per finanziare la formazione di atleti per i prossimi Giochi olimpici, rendono il 2009 l’anno del centenario (http://www.lboro.ac.uk/centenary), ancora più promettente. «La reputazione di miglior ateneo per lo sport è un asset importante, soprattutto in questi anni di preparazione a Londra 2012», spiega a Campus Jon Inegbedion, deputy director dell’International Office: «È difficile prevedere come un evento olimpico possa condizionare le iscrizioni nei corsi non direttamente legati alle discipline sportive, ma sicuramente ci offre una vetrina internazionale». L’ateneo non prepara infatti atleti solo per il team britannico: «Sia gli inglesi sia gli studenti stranieri si iscrivono ai programmi di Sport & Exercise science e non ci sono preferenze nella partecipazione alle competizioni agonistiche», conclude Jon. Non è un caso, infatti, l’interesse, lo scorso anno, del college dell’East Midlands per Luca Marin, una dei migliori nuotatori della Nazionale italiana.
Loughborough non è però frequentato solo da leggende dell’atletica leggera come Paula Radcliffe o Tanni Grey-Thompson, uno dei recordman assoluti delle Paralimpiadi, con 11 ori da Seul ad Atlanta. Se sono oltre 250 gli atleti professionisti o comunque di livello internazionale che frequentano il campus del Leicestershire, la maggior parte delle matricole sceglie l’East Midlands per la qualità dei corsi e gli eccellenti servizi: Jessica, studentessa indiana di Chennai racconta: «Ho conseguito un BA in Inglese a Loughborough e ho apprezzato l’esperienza a tal punto da decidere di restare per ambire a un master of Art in Modern and contemporary literature». Greg, sportivo londinese, aggiunge: «Studiando a Loughborough è impossibile non avere uno sport come hobby. Amo il cricket che pratico nella ECB Premier League, ma sono anche appassionato di calcio e non solo come spettatore». Iscrivendoti questa primavera, se non un titolo olimpico, nel 2012 potrai anche tu conseguire una preziosa laurea anglosassone.

L’università a Giochi fatti
Dal 1948 a oggi non è mai stato acceso un braciere olimpico senza la presenza di atleti di Loughborough alla cerimonia inaugurale: Paula Radcliffe, la più veloce maratoneta al mondo, quattro Olimpiadi e vincitrice dell’ultima maratona di New York, è solo una dei 56 atleti di Loughborough che hanno partecipato ai Giochi di Pechino la scorsa estate.
Loughborough è probabilmente l’unico ateneo che ha bisogno di un sito internet (http://www.lboro.ac.uk/beijing) per tener traccia dei progressi dei propri atleti a cinque cerchi. Studenti o staff dell’ateneo dell’East Midlands facevano inoltre parte dei team di Irlanda, Corea del Sud e Nuova Zelanda: 15 finali, 19 record britannici e tre medaglie nel nuoto e in atletica sono il bottino di tre settimane in Cina. Record che probabilmente verranno frantumati nella prossima edizione, quando il team inglese giocherà in casa per Londra 2012 (http://www.london2012.com): la terza Olimpiade nella capitale britannica è un successo personale della leggenda dell’atletica Sebastian Coe, responsabile del London Organising Committee, pluri-campione olimpico e baronetto. Laureato a Loughborough, ovviamente.

Degree: Italians do it better
Un quadrangolare di calcio. Un torneo di tennis. Una mezza dozzina di squadre di pallavolo. O un autobus per una gita nella foresta di Sherwood. Questo e altro potrebbero organizzare i 50 italiani iscritti ai corsi della Loughborough University, nutrita pattuglia di un ateneo davvero sportivo e internazionale: «Abbiamo circa 16mila studenti, inclusi i part-time, di cui circa 4mila iscritti a corsi post-laurea», racconta Jon Inegbedion, deputy director dell’International office. «Oltre 3.200 non sono cittadini britannici, di cui quasi 800 provengono da Paesi dell’Unione Europea».
Il deprezzamento della sterlina farà ulteriormente aumentare gli iscritti dell’area Euro: «Le domande di studenti europei sono in crescita, come in gran parte degli atenei anglosassoni, ma il vero boom è dalle cosiddette economie emergenti, come l’India. Prevediamo inoltre un aumento delle iscrizioni ai master annuali per la recessione in atto, come durante i precedenti periodi di crisi economica». Sterlina e mercato del lavoro in crisi sono quindi il mix ideale per un master nell’East Midlands.

Le luci, rosse, della ribalta

Il Sun, tabloid inglese, gli ha fatto un titolo furbetto: The Loughborough Bluniversity. Nell’ateneo premiato come il migliore del Regno Unito, è stato infatti ambientato un blue film, pellicola a luci rosse. Protagonista la pornodiva Delta White, che veste (o meglio, sveste) i panni di una scatenata studentessa, agganciata dal coprotagonista maschile proprio al parcheggio-bici dell’ateneo. L’università sta investigando per capire se la produzione abbia avuto complicità nell’amministrazione, ribadendo che si tratta solo di «scene esterne». Gli interni, ambientati nel dorm (studentato) femminile, sono stati ricostruiti dalla produzione. David Goss, 23 anni, presidente del sindacato studenti, stigmatizza: «Ci sono studenti che trovano queste cose divertenti». Da noi le scene hard in facoltà ci sono state davvero, alla metà degli anni ’90, in un piccolo ma antico ateneo del centro Italia, dove un prof di diritto promuoveva allieve in cambio di favori sessuali.

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On aprile 1st, 2009, posted in: Estero by
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