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Oxford: riforme in vista

Con i suoi novecento anni di storia, e un totale di 25mila tra studenti e insegnanti, Oxford svetta in cima alle classifiche delle più antiche e prestigiose università inglesi.
Eppure anche per questo baluardo della storia anglosassone il futuro porta aria di novità.

A dimostrarlo, l’assemblea che si è tenuta all’interno dello Sheldonian theatre, e che ha coinvolto più di ottocento accademici provenienti da tutto il mondo.
Al centro del dibattito, la proposta di riformare lo storico consiglio universitario.
Due gli obiettivi principali della riforma: la riduzione del numero dei membri del consiglio da 26 a 15 e lo spostamento di gran parte del potere decisionale nelle mani di outsiders esperti in ambito economico-manageriale.

Due gli schieramenti: tradizionalisti e innovatori. I primi, capeggiati dagli insegnanti più anziani, vedono nel cambiamento un primo passo verso la perdita dell’autonomia e dell’impronta tipicamente British dell’ateneo.I secondi, che possono vantare tra le loro schiere personaggi illustri come il vicecancelliere John Hood e David Womersley, docente di letteratura inglese e membro del consiglio, considerano una nuova gestione economica il giusto trampolino per proiettare Oxford verso la modernizzazione.

Il round finale dell’incontro-scontro è previsto in data 28 novembre.
Dio salvi i rivoluzionari dall’ira della regina!

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On novembre 27th, 2006, posted in: Estero by
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