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Mobilit

Un focus sulla mobilità universitaria a 20 anni dalla nascita del progetto Erasmus per valutarne pro e contro, attraverso i dati dell’Agenzia Nazionale Llp Italia ma anche attraverso le testimonianze degli studenti. Quelli che l’esperienza all’estero l’hanno vissuta e la rifarebbero senza pensarci e quelli, invece, che non la ritengono necessaria e non intendono provarla.
Questo, ma molto altro ancora, è quanto vi aspetta sul prossimo numero in edicola di Campus, a partire dal prossimo 14 aprile. L’inchiesta partirà dall’analisi di un dato incontrovertibile: nel 2008/2009 si registra un aumento della partecipazione al programma di mobilità per studio, ma con un tasso di crescita di appena l’1,1 per cento, ulteriormente più basso rispetto agli anni precedenti.
Dunque, almeno stando ai numeri, la crescita della popolazione studentesca che valigia alla mano decide di trascorrere un periodo di studio all’estero, si è arrestata. Per quali motivazioni? Una delle principali è senza dubbio di natura economica: in media, una borsa di studio per l’anno accademico 2009/2010 si attesta sui 230 euro.
E per le famiglie, mandare un figlio a studiare fuori dal Belpaese, sommando gli sforzi che già richiedono le tasse degli atenei italiani, non è certo semplice. Per questo, sempre più studenti si sono concentrati su una formula diversa, quella dell’Erasmus Placement. Ovvero la possibilità di andare a fare uno stage in un’azienda di un Paese europeo, potendo contare su una borsa di studio che si attesta sui 600 euro. 
I dati dell’Agenzia Llp parlano chiaro: quando è partito (era il 2007/2008) Erasmus Placement ha conquistato 802 studenti italiani, l’anno successivo erano già il doppio. A favorire questo progetto di mobilità, tra gli altri, ci sono i Consorzi Erasmus, di atenei, enti locali e aziende che favoriscono la spendibilità internazionale degli studenti e la possibilità di vivere fuori dall’Italia per un periodo, in media, di quattro mesi.
Ma quindi, Erasmus sì o Erasmus no? Potrete farvi un’idea in merito, leggendo le storie degli studenti, da Trento a Torino, da Napoli a Roma e a Milano che Campus ha raccolto per cercare di capire quali siano i motivi buoni per partire e quali quelli, altrettanto buoni, per restarsene a casa.
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On aprile 12th, 2010, posted in: Estero by
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