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L’MBA non parla italiano

Tutto secondo copione. O quasi.
Se dopo la pubblicazione da parte del Financial Times del Global MBA ranking 2007 le università americane (ma non solo) se la ridono, in Italia, ahinoi, si piangono lacrime amare.
In vetta alla classifica stilata dall’autorevole quotidiano inglese si conferma la University of Pennsylvania, che precede sul podio la Columbia Business School e la Stanford University, terza ex equo con la Harvard Business School. Giù dal podio, la London Business School e la francese Insead interrompono l’egemonia a stelle e strisce, che con la University of Chicago, la New York University, il Dartmouth College e la Yale School of Management monopolizzano la top 10.
Ai margini delle “magnifiche dieci”, sorprende l’11esimo posto della cinese Ceibs e dello spagnolo Instituto de Impresa, a precedere l’IMD (Svizzera), il MIT (Usa) e la University of Cambridge (Gran Bretagna).
Unica rappresentante delle business school italiane è la Scuola di direzione aziendale della Bocconi, che dal 34esimo posto del 2006 crolla fino al 42esimo.

Impietoso il giudizio del Financial Times, che se da un lato conferma l’egemonia americana e la netta crescita di Paesi mediterranei come Francia e Spagna, dall’altro boccia gli MBA italiani, che nel panorama delle business school europee recitano il triste ruolo di Cenerentola.


L’intero Global MBA ranking 2007 è disponibile all’indirizzo: http://rankings.ft.com/rankings/mba/rankings.html

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On gennaio 29th, 2007, posted in: Estero by
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