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Il pessimismo dilaga

Di aumenti delle tasse universitarie, nota dolente per studenti e famiglie, boccata d’ossigeno per gli atenei che finalmente arginerebbero il problema della carenza di fondi, si parla ormai da tempo (e ne abbiamo già parlato anche nel Blog di Campus). E come in tutti i dibattiti che si rispettino sono emersi degli esempi di modelli da seguire, primo fra tutti quello inglese.
In Inghilterra gli studenti pagano contributi salati e riescono a farlo grazie a prestiti “d’onore”. Il vero “segreto” del sistema anglosassone sta nel legare il pagamento del prestito al reddito che il laureato guadagnerà dopo la conclusione degli studi. I principi fondamentali del sistema sono due: primo, lo stato paga direttamente all’università a cui lo studente è iscritto una parte del costo del servizio; dunque lo studente accende un debito con lo stato, che verrà restituito in parte immediatamente e in parte in seguito. Secondo, i tempi del pagamento tengono conto del reddito che il laureato consegue quando entra nel mondo del lavoro. Per esempio, solo quando questo reddito supera una soglia minima scatta la restituzione del debito, con la parcella che aumenta con l’aumentare del reddito.
A sentirla raccontare la procedura inglese può apparire un’ottima soluzione, ma chi ne usufruisce, come riferisce la rivista dell’Università di Oxford Cherwell, non sembra esserne felice. Soprattutto da quando, recentemente, la Confederation of British industries ha divulgato la notizia della possibilità che il governo britannico tagli i supporti economici agli studenti e il livello dei debiti di ognuno raggiunga in media le 23.500 sterline.
Il sito inglese di recruitment milkround.com ha chiesto ai suoi utenti un’opinione sui costi di una laurea. I giovani hanno risposto sparando a zero sulle scelte del governo e sui costi dell’istruzione in Gran Bretagna.
La situazione ha fatto scaturire nella comunità universitaria un pessimismo dilagante: uno studente su quattro è convinto che prima di riuscire a saldare il debito universitario dovrà lavorare per almeno vent’anni.
In ogni caso i giovani inglesi sono disposti ad accettare di indebitarsi per studiare; è infatti opinione diffusa che la laurea si di vitale importanza per dare inizio a una carriera professionale.
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On gennaio 29th, 2010, posted in: Estero by
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