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Harvard, quando l

Le tasse sono altissime: stiamo parlando, cioè, dei “fee” dei migliori atenei statunitensi. Questo, se da un lato costituisce (o costituiva, almeno fino all’attuale crisi economica che ha contratto le offerte di lavoro post-laurea e decurtato i compensi) un investimento sul proprio futuro, dall’altro lato costringeva molti giovani ad un profondo indebitamento per alcuni anni dopo la loro graduation, magari a scapito di un impegno in un settore poco retribuito ma di forte valore etico e civile quale quello in organizzazioni non governative o enti no profit, che in questo modo sarebbero stati privati del loro ‘capitale umano’. Così, per ovviare al venir meno – causa crisi che ha colpito anche gli atenei della “Ivy league” – del “Public service iniziative” , lanciato da Harvard nella primavera 2008 e consistente nell’ abbuonare le tasse d’iscrizione dell’ultimo anno agli studenti che si fossero impegnati per almeno cinque anni dopo la laurea in un “public interest work” , nell’anno 2010 alcuni studenti (i mitici 3L!) della Harvard Law School hanno pensato di istituire il “Post graduate student funded fellowship” , finanziato solo da micro-donazioni di studenti (un dollaro al giorno per un mese da parte di tutti gli studenti del campus, vd. il link http://www.law.harvard.edu/students/orgs/fellowship/), con l’obbiettivo di sostenere finanziariamente chi tra di loro, dopo la laurea, voglia dedicarsi ad un lavoro di utilità sociale senza esser ‘costretto’ ad un “high-payed job”. Questo per affiancare la stessa Facoltà che, dall’ anno accademico 2009/2010, attraverso il Public Service Venture Fund (vd. link http://www.law.harvard.edu/news/hltoday/2010-march/venture.html ), ripartisce 1 milione di dollari all’anno tra i migliori laureati che inizino un’attività no profit o si dedichino a lavorare per agenzie governative o gruppi d’interesse pubblico. Quando si dice che l’impegno per la comunità..”conta”.
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On maggio 3rd, 2010, posted in: Estero by
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