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| Cepu: disperately seeking Bertrand |
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Viaggio all'International Milan Campus, alla ricerca dell'ateneo che non c'è Novedrate. Cerco il Bertrand Russell Campus e trovo l’università telematica E-Campus. Ma che dico? Non sono impazzito. Andiamo con ordine. Un lettore, Paolo di Monza, ci aveva segnalato una strana situazione. «Da tempo stavo prendendo in seria considerazione l’ipotesi di una laurea all’estero», ci aveva raccontato, «che potesse dare quel tocco in più al mio cv. Avendo scelto come meta il Regno Unito», prosegue, «stavo vagliando le varie università britanniche, quando ho scoperto, da un dépliant, che questa opportunità ce l’avevo a pochi chilometri da casa». Paolo si era imbattuto in un flyer di un istituto del gruppo Cepu, il Bertrand Russell Campus, una scuola privata che rilascia contemporaneamente una doppia laurea, italiana e britannica, a Novedrate (Como) presso il Milano International Campus, ex sede Ibm. «Solo che», aveva proseguito il lettore, «la Bertrand Russell non esiste». Non potevamo che andare a vedere. BERTRAND RUSSELL CAMPUS, MILAN L’ateneo di Novedrate è convalidato e continuamente monitorato dall’University of Wales, che stando al sito è la seconda università britannica e ha un’esperienza pluricentenaria. Sullo stesso sito, peraltro, c’è scritto che Novedrate dista 20 chilometri da Milano; al contrario, siamo a 35 chilometri dal capoluogo e in provincia di Como. Chiedo informazioni via mail all’università gallese, che mi conferma la doppia valenza della laurea rilasciata e che gli esami saranno sostenuti presso la sede di Novedrate. Nella cittadina dell’Alto Milanese prima delusione: nessun cartello indica la presenza del polo universitario internazionale, ma il sito mi offre via e numero civico. Si entra così nel fantastico Milano International Campus, pronti a ricevere lumi sulla Bertrand Russell. All’esterno non c’è nessuno, la portineria è chiusa e sembra sfitta da un decennio. Nessun cartello Bertrand Russell, ma in compenso appaiono quelli dell’Università degli studi E-Campus, Università telematica voluta da Francesco Polidori, fondatore di Cepu. Attorno, del campus convenzionato con l’università gallese non c’è traccia. Alla reception (proprio come negli alberghi, con tanto di bancone e chiavi appese al muro), ci accoglie una splendida signora sorridente, gentilissima e con un décolleté che non lascia immaginare nulla. Attendiamo un paio di minuti e ci fa strada verso un ufficio appartato. Chiedo di presentarci E-Campus, in qualità di studenti-lavoratori. Dopo i primi impacci dovuti all’esasperante lentezza del pc (al quale non è ancora stata aggiornata l’ora legale, sintomo di grande utilizzo), si parte con le spiegazioni. In sintesi, ci viene offerta una lettura di alcune sezioni del sito (ben fatto), e commentate, senza aggiungere nulla a quello consegnato alla rete. Sulla scrivania davanti a noi, però, scorgiamo un block notes, lo utilizziamo per prendere appunti. Il blocco è intestato al Bertrand Russell Campus, porta il suo logo, quello dell’Università del Galles, numeri di telefono e un indirizzo. Quello in cui ci troviamo. La domanda, come dicevo, sorge spontanea: «Mi scusi, ma in verità cercavo la Bertrand Russell, solo che non ho trovato nessuna indicazione». La gentile signora, evidentemente colta alla sprovvista, ci dice «che non è qui e non so che fine abbia fatto». E cambia discorso parlandomi dei master (io sono in cerca di una laurea triennale!), più precisamente di quello dell’Accademia del lusso (ideato da Polidori). Vabbè, allora torniamo a parlare di E-Campus. Ci viene spiegato «che ci si può iscrivere in qualsiasi momento dell’anno, che è previsto il riconoscimento dei crediti acquisiti presso altre università (tramite un ufficio al piano superiore), e indicando il monte ore settimanale di disponibilità allo studio mi verrà preparato ad hoc un calendario delle lezioni on-line». E ancora, «le lezioni, fruibili a qualsiasi ora del giorno, durano due ore e sono articolate secondo una prima parte teorica su slide (preparate dai docenti) e una seconda con un questionario per verifi care ciò che si è appreso. Il tutto comodamente da casa per la modica cifra di 2.500 euro all’anno se pagati in una rata, 2.600 euro se si sceglie di pagare in due rate». Libri di testo? Esclusi, ovviamente. Gli esami? Sono da sostenere in sede, «con la possibilità di partecipare il giorno precedente a un seminario di ripasso in aula col docente». Terminato quello, si può pernottare al Milano International Campus, al costo di 50 euro. Prima colazione? «Inclusa, ovviamente». La terminologia usata non è quella di un docente universitario e laddove i titoli delle pagine web non completano i discorsi sostenuti subentrano risate e sorrisi. Il leitmotiv della discussione è «il bello è che con la nostra università...», che viene ripetuto una quindicina di volte. Il bello è che possiamo far tutto, tranne quello per cui eravamo venuti, la Bertrand Russell. E non possiamo neanche parlarne. Ma anche le informazioni specifiche lasciano qualche dubbio: per esempio, una semplice griglia dove inserire il nome degli insegnamenti sostenuti in precedenza viene trasformata in un documuento da compilare con il nome dei corsi di laurea che sono stati fatti. Non replichiamo. Ma prima di salutare, riproviamo con Bertrand Russell. La nostra accompagnatrice, più prontamente, ma rimanendo molto sul vago, dice che «il progetto non è riuscito a partire e si è deviato su altri obiettivi, altro non so». Giusto il tempo di stampare dei block notes, in cima all’agenda delle cose da fare quando si apre un polo universitario. Ce ne andiamo. Non prima di aver fatto un giro all’esterno dell’edificio, che sembra davvero disabitato, e constatare che le foto presenti sui vari siti sono veramente ben fatte. CEPU E DINTORNI La ricerca di Bertrand Russel continua. Sul sito non esiste alcun numero di telefono che ci riporti all’ateneo italo-gallese. Allora chiamiamo la sede centrale del mitico Cepu, a Sansepolcro, città toscana in provincia di Arezzo, dove i Polidori hanno stabilito il proprio quartier generale. Al centralino, esponiamo la questione. Dal centralino alla segreteria, che ci rimbalza centralino, non prima aver ascoltato svariati brani di ottima musica classica. «L’ufficio stampa? Abbiamo solo l’ufficio marketing ma stamane sono tutti in riunione». Alla fine, però, il numero telefonico del Bertrand Russel arriva. Peccato che sia collegato a un fax. Di nuovo a Sansepolcro, dunque. «Ci scusiamo per l’errore, ecco il numero esatto». Purtroppo il nuovo recapito telefonico suona perennemente occupato. Il telefono è staccato. Internet ci viene incontro: smanettando a destra e a manca, Google sputa fuori il sito del Milano International Campus (www.micampus.eu), che riporta uno di fianco all’altro i loghi di E-Campus e quello della Bertrand Russell. Ennesima telefonata, e mi risponde il centralino di E-Campus a cui chiedo informazioni dell’ateneo convenzionato con il Galles. Ci viene richiesto nome e un numero di telefono sul quale poter essere contattati in giornata da chi saprà toglierci ogni dubbio. Riagganciamo e attendiamo. Dopo circa mezz’ora ci arriva la telefonata: ma bastano poche battute e riconosco la voce della persona con cui sto parlando: la gentile signora con cui ho dialogato dal vivo qualche giorno prima. Che ci riprova con E-Campus. Spiegatole per la seconda volta il problema, non si scompone, ma afferma di non essere la persona esatta per risponderci. Però ci chiede nome e numero di telefono: «Un nostro amministratore la ricontatterà nei prossimi giorni». Il cellulare rimarrà desolatamente muto. Attendiamo ancora. È scomparso Bertrand Russell, diamogli la caccia. Chissà qualcosa, parli. |
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| Daniele Corbetta - 16/06/2008 |







