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da Campus novembre 2009, Cepu, Che cosa c'è dietro - 1a puntata NEL LUGLIO DELL’ANNO SCORSO, IL FONDATORE DEL CEPU CONCESSE A
CAMPUS.IT UNA DELLE SUE RARE INTERVISTE. VE NE PROPONIAMO IL TESTO PERCHÉ PARLA DI ECAMPUS E DEI RAPPORTI INTERGRUPPO Francesco Polidori è piuttosto parco di interviste. Una delle poche l’ha concessa proprio a Campus, un anno fa, nell’occasione della presentazione delle attività di Accademia del Lusso, la società cui fanno capo le attività formative del settore moda del Gruppo. Si tratta di un’intervista televisiva, che può essere ancora visionata in streaming, nella sezione «CampusTv», di campus.it, e che vi proponiamo, perché il fondatore del Gruppo Cepu fa riferimento ai rapporti con eCampus. Come giudica l’esperienza dell’ Accademia del Lusso sin qui? L’Accademia è nata nell’ottobre del 2005 e i corsi sono iniziati nel gennaio del 2006. Finora gli iscritti sono stati quasi mille tra l’Italia e l’estero, studenti che hanno partecipato a corsi di tre anni. Altri hanno fatto corsi che durano un anno, ma anche studenti che hanno scelto corsi da 60 ore. Ecco come siamo riusciti a raggiungere i mille iscritti. La sede principale è a Milano in via Montenapoleone mentre i laboratori sono in via Chioggia, in una ex fabbrica, dove gli studenti lavorano e seguono le lezioni. Abbiamo anche una sede a Roma, in via Barberini (nel frattempo diventata sede principale, ndr), poi una sede a Napoli, una sede a Palermo. All’estero abbiamo una sede nella Gran Via, nel centro di Madrid, e a Belgrado che è considerata un punto di riferimento come città di cultura per i Paesi dell’Est. Stiamo finendo i lavori a Mumbay, in India, dove c’è un grande fermento e tanto interesse per il settore moda. Ci apriremo una sede dell’Accademia ma abbiamo acquisito in India anche una scuola italiana che ha quasi 70 anni: gli Istituti Callegari. Accademia formerà manager del Lusso mentre Istituti Callegari gli operatori del settore. Anche i corsi di Accademia del Lusso si possono effettuare on line attraverso eCampus. Che cosa significa? Ciò permette di ottenere una laurea? Abbiamo lavorato un anno con e- Campus per adeguare i programmi delle lezioni alla rete, adesso i nostri studenti acquisiranno 120 crediti universitari a cui dovranno aggiungere un altro anno in università per ottenere una vera e propria laurea in Design e tecniche della moda presso la facoltà di Lettere. Ma eCampus che relazione ha con la storia di Cepu? Mah…Noi siamo un’azienda che ha un po’ tutto: insieme a Cepu c’è la Scuola Radio Elettra, gli Istituti Callegari, l’Accademia del Lusso, la Glo School per l’inglese, che opera in tutta europa, poi all’Ateneo Formass (nel frattempo posta in liquidazione, ndr) facciamo corsi triennali sulla televisione per diventare… come si chiama il titolo? Televisiva e video… una cosa del genere… Insomma noi siamo stati i finanziatori della fondazione e-Campus che ha poi promosso l’università. Tra Cepu ed eCampus c’è una rapporto di buon vicinato. Cepu ha registrato di recente alcune vertenze sindacali... Il problema sindacale è all’interno di Grandi Scuole, che comunque sono sempre all’interno delle sedi Cepu, dove ci sono degli studenti che frequentano ad orari fissi. Sono problemi che comunque risolveremo, stiamo raggiungendo degli accordi. Nei corsi Cepu, ogni studente è seguito personalmente da un singolo professore e problemi sindacali non ce ne sono. È vero che partecipa al progetto di fondazione della Banca dell’Italia centrale? Partecipo con una quota del 5% al progetto della banca, se ci sarà, insieme ad altri investitori della zona dell’alta Val Tiberina, ovvero San Sepolcro e Città di Castello. Invece, che ruolo ha, nel gruppo, la scuola Bertrand Russell (sul cui incerto funzionamente Campus aveva dedicato un ampio servizio, ndr)? Abbiamo avuto tutte le autorizzazioni e tutti i permessi per far partire questo progetto, su cui puntavamo. Pensavamo che in Italia ci fosse un mercato dello studio in inglese, forse lì abbiamo sbagliato… Abbiamo peccato di troppa intuizione. Adesso comunque quel progetto lo riprenderemo perché insieme all’università del Galles, attraverso eCampus attiveremo dei programmi comuni. Questo almeno a livello di idee, poi è chiaro che una volta che andiamo a realizzare un idea magari non ci sono gli studenti interessati. Io dico sempre che bisogna farne dieci di progetti perché almeno uno funzioni. Vedi la 1a e la 2a puntata dell'inchiesta di Campus sul gruppo Cepu. Leggi l'articolo sulla rivolta dei tutor di Cepu. |
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| Giulio Gotti - 15/11/2009 |







