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da Campus dicembre 2009, Cepu, Che cosa c'è dietro - 2a puntata A NOVEMBRE CAMPUS HA PASSATO AI RAGGI X LE RAMIFICAZIONI SOCIETARIE DEL GRUPPO LEADER NELLA
RIPETIZIONE. NELLA 2ª PUNTATA INIZIAMO A RACCONTARNE LA STORIA. DALLA MARCON ALLA CESD, ALLA
SCUOLA RADIO ELETTRA: LA PARABOLA IMPRENDITORIALE DI POLIDORI & CO.
In principio fu la Marcon. La fulgida storia imprenditoriale di Francesco Polidori, inventore del Cepu, comincia da un’aziendina dal nome veneto, anche se ci troviamo nell’Umbria ridente, in uno degli angoli più belli dell’Italia centrale: a Città di Castello. Siamo nel 1968, Francesco Polidori qui c’è nato, vent’anni prima. In una delle sue rare interviste, concessa il 23 ottobre del 2008, al settimanale Tempi, il futuro Cepu racconta di sé e degli albori della sua storia imprenditoriale. Era appena tornato dal collegio, frequentato a Fermo, nelle Marche, esperienza dalla quale, scrive la giornalista Caterina Giojelli, «era uscito con le stellette di primo della classe, campionati di matematica all’attivo e il diploma di perito meccanico». La maturità professionale non gli servirà a molto per il suo futuro di imprenditore mentre il saper far di conto, come vedremo, si rivelerà decisivo. Polidori racconta di aver trovato un mondo cambiato: «I giovani dalle campagne iniziavano a fare fagotto e varcare le porte delle prime fabbriche di confezioni, macchine da cucire, mobilio e falegnameria». Manodopera volenterosa ma con scarse conoscenze tecniche. «Mi venne un’idea», ricorda. «Iniziare a elaborare e inviare su richiesta delle dispense, fascicoli per fornire rudimenti del mestiere a chi intendeva avviarsi alle professioni che gli anni del boom avrebbero portato con sé». Idea non proprio originalissima: dal 1951, 17 anni prima, la mitica Scuola Radio Elettra di Torino sta facendo lo stesso in tutta Italia, nel settore dell’elettronica, tant’è vero che lo stesso Polidori gusterà il piacere di comprarsela, 20 anni dopo, ormai pressoché fallita. Le buone idee, si sa, appartengono a tutti, sono nell’aria, basta appropriarsene e dargli le gambe. Chissà perché, il patron del Cepu fa risalire l’atto di nascita al 1968 (suggestioni movimentiste? Fascino dei vent’anni?), quando l’azienda risulta invece registrata alla Camera di commercio di Perugia nel 1972, col numero di iscrizione 104457. Ma la Marcon è la madre di tutte le idee, per questo Francesco Polidori la ricorda ogni anno con una gran festa a San Sepolcro, alla quale interviene tutto lo stato maggiore del gruppo, nonché amici e testimonial. Con Scuola Radio Elettra, le strade si incroceranno alcuni anni dopo, appunto. Nel dicembre del 1995, l’istituto che aveva tenuto a battesimo migliaia e migliaia di tecnici elettronici ed elettricisti in tutta Italia, dopo anni di difficoltà fallisce davanti al Tribunale di Torino, sotto la denominazione societaria di Alassio 36. Francesco Polidori, che nel frattempo ha saputo costruire Cepu e che è, proprio in quegli anni, all’apice della sua floridità aziendale, acquisisce il glorioso marchio: il 10 luglio 1998, spiegano gli atti, Marcon Spa rileva e incorpora Radio Elettra e la nuova società diventa Scuola Radio Elettra & Editrice Marcon Spa. La piccola dispensa fatta in casa, inventata dall’imprenditore umbro, mette il sigillo sulla dispensa per definizione. Seguono altri movimenti societari. Il 14 aprile 2004, Scuola Radio Elettra cambia casa, trasferendosi a Roma mentre, l’indomani, il giorno 15, il patrimonio societario prende due vie: una quella della Cepu Srl, l’altra della Pietro Polidori di Freccano Cerboni Holding Srl. La prima società, oggi, non esiste più, essendo confluita nella Cesd Srl (marchi Cepu e Grandi Scuole); la secondo continua a essere la holding del Gruppo. Ma non basta, il 9 agosto dello stesso anno, anche la denominazione cambia: quella definitiva è Scuola Radio Elettra & m. Spa o, anche, S.r.e. Marcon Spa. Non stupisca l’effervescenza societaria di Polidori. Oltre che il fiuto innegabile dell’imprenditore, mr Cepu ha sempre avuto, sin dagli inizi, una certa predilezione per gli incroci societari. Dagli anni eroici della Marcon, l’insieme delle sue iniziative imprenditoriali ha esperito tutte le possibilità del Codice civile: srl, spa, società consortili e poi, ancora, fusioni, incorporazioni, scissioni, chiusure, messe in liquidazione che, talvolta, sembrano infinite, tanto che le chiusure delle aziende, anziché arrivare nel volgere di pochi mesi, giungono dopo anni, oppure mai, rimanendo in singolare stand by amministrativo. Col notaio Marco Fanfani di San Sepolcro (Arezzo), cittadina che è centro di tutte le attività del gruppo, Francesco Polidori deve avere un conto aperto, nel senso che il professionista registra da anni, un atto via l’altro, tutti gli statuti, le costituzioni, le cessazioni della galassia Cepu. Un trionfo di carte bollate, decine e decine, nelle quali raramente appaiono i nomi di altri studi notarili. Il fondatore, d’altra parte, pur vivendo nella non lontana San Marino, è attaccato alla sua terra: gli uomini di fiducia, agli inizi come oggi, vengono tutti dal triangolo fra la Toscana e l’Umbria che che coincide con la Val Tiberina. È di Umbertide (Perugia), Luigi Piccotti, classe ’37, presente anche come procuratore in numerosi consigli di amministrazione (Gestal; Freccano, Sre, Monte finanziario europeo); dallo stesso centro arriva Franco Bernasconi, classe ’47, amministratore unico di Cesd. Mauro Corazzi, 52 anni, castellano come Polidori, e il socio della primissima ora, colui che ha condiviso tutti i progetti e tutte le battaglie dalla Marcon, di cui era socio, in poi. Con Piccotti e Corazzi, Polidori condivide anche la passione per i Lions Club: sono tutti nel consiglio del Club di Umbertide, assieme al professor Antonio Giovannoni, 65enne della vicina Montone, presidente dell’Itt - Innovazione e trasferimento tecnologico, una società consortile in cui il gruppo Cepu è presente con varie quote dirette (Freccano e Sre) e indirette, Fondazione eCampus. Uomini quasi di famiglia. Anche se il perimetro degli affetti (e degli affari) è molto preciso: Francesco ha sposato Mariella Caracchini e dalla loro unione sono nati, nel 1975, Martina e, sette anni dopo, il secondogenito Pietro Luigi. Fratello del patron è Maurizio, classe 1954, sposato (ma la moglie non ha incarichi nel gruppo) e che vive con lui a Borgo Maggiore, nella repubblica del Monte Titano. Maurizio, negli anni 90, aveva incarichi di maggiore responsabilità nel Gruppo, fino alla vicepresidenza del Consorzio Cepu ora in liquidazione. Recentemente ha una posizione più defilata, forse anche perché incappato in alcuni protestati per oltre 150mila euro fra effetti, assegni, ipoteche ecc. «Ha ceduto le sue quote nel 2001», chiariscono da San Sepolcro, «ed ha intrapreso un’attività in proprio». Insomma il Cepu non c’entra, anche se Maurizio siede ancora nel consiglio del Consorzio che ha come liquidatore il fedele Piccotti. Ben più importante il ruolo del fratello Egidio, classe 1959, tutt’ora ai vertici di varie aziende. Sulla direttrice Umbertide, Città di Castello e San Sepolcro, in pratica la E45, si svolge gran parte della storia di successo di questa dinastia di self made men. Ma che bel Castello Marcon-dirondiron-day. Nella cittadina umbra, l’omaggio agli esordi. Come sempre da 39 anni (a eccezione di questo 2009) ogni settembre Città di Castello diventa teatro del Marcon Day: un evento di lavoro importante per Cepu e il suo fondatore, nonché l’occasione più adatta per anticipare nuovi spot e testimonial. Ma soprattutto, si legge sul blog di Cepu Village (http://village.cepu.it/2008/09/grande-serata-d.html), «una bellissima festa dove si mangia, si beve, si balla e ci si diverte fi no al mattino». Nulla di nuovo sotto il sole del party style. Senonché l’intrepido cronista insinua il tarlo di un’insolita malia: «Cosa la rende tanto particolare?». Domanda retorica, ovvio. «L’impressione che si ha una volta dentro è quella di un grande convivio, dove tutti sono ospiti e tutti sono uguali, tanto i Vip quanto gli impiegati». Finalmente una festa non classista. Pensate che «è normalissimo trovarsi come vicino di tavolo Lamberto Sposini o Fabio Galante (tanto per citare due degli ospiti dell’anno scorso) o, cosa ancor più facile, il Fondatore stesso!», con la «f» maiuscola. «Tra gli ospiti invitati sicuramente il più significativo è stato Vittorio Sgarbi, testimonial riconfermato per in-Campus e da quest’anno anche docente di Storia dell’arte per l’Università telematica e-Campus. Di lui tutto si può dire tranne che non sia un abile oratore, infatti ha catturato l’attenzione di tutti quando ha parlato di Alberto Burri e di Città di Castello, luogo natale dell’artista e guarda caso anche del Fondatore Polidori!».Accostamento felice: solo un funambolo della parola poteva azzardare un simile paragone... astratto. Come l’arte del Burri. Chi gioca con la Dama? Nuovi assetti a Cesd Campus l’aveva rivelato nel numero scorso: Cesd Srl, la holding operativa del Gruppo Cepu e che opera con i marchi Grandi Scuole e lo stesso Cepu, è stata venduta a febbraio. A comprare una piccola società milanese a socio unico, la Dama2 Srl di Milano, fondata due anni fa, e inattiva. Quella che, a tutti gli effetti, sarebbe la nuova proprietà di Cepu fa capo alla lussemburghese Jmd International Sa, che ha tutta l’aria di essere una fiduciaria, ovvero una società che opera per conto di terzi che vogliono restare anonimi. Quindi dietro Dama2 ci potrebbe essere lo stesso Polidori che, però, non ha voluto commentare. Ma è proprio dei primi di novembre la trasformazione di Cesd in «srl a socio unico». Dama appunto. 2a puntata Vedi la 1a puntata Leggi l'intervista a Francesco Polidori Leggi l'articolo sulla rivolta sindacale dei tutor di Cepu |
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| Giampaolo Cerri - 15/12/2009 |







