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| Lavoro e crisi? Non per i profili qualificati |
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Dalla Fondazione CUOA settori ed aree geografiche con maggiori possibilità Alti profili e carenza di lavoro? Non sono un binomio che va a braccetto, almeno stando a quanto raccontano i numeri raccolti dalla Fondazione CUOA, centro universitario di organizzazione aziendale, master, consulenza e ricerca sui temi manageriali. Le domande giunte all’Ufficio Placement della Fondazione infatti evidenziano una ripresa della ricerca delle aziende per i profili professionali qualificati. La geografia delle richieste? A spuntarla è il Nordest con il 76 per cento, seguono il Nordovest ed il Centro – Sud con il 10 mentre il 4 per cento delle richieste proviene dall’estero.
I settori aziendali più richiesti sono l’area commerciale, amministrazione finanza e controllo e area operations (ricerca & sviluppo, produzione, logistica e lean). Del campione analizzato (circa 300 domande) dall’Ufficio Placement, la distribuzione vede una predominanza del settore Commerciale/Vendite con il 21 per cento, R&D Logistica e Lean al 16, Amministrazione Finanza e Controllo al 14 e l’area Marketing e Comunicazione all’11 per cento. Infine una buona incidenza delle professioni legate alla rete di distribuzione, come gli esperti nel settore del Retail (8 per cento) Product & Project Manamegent (6 per cento) e Risorse Umane e Organizzazione (al 6). Tra le professionalità che registrano le percentuali di crescita più consistenti, l’area Fiscale/Legale, il bancario assicurativo, che hanno ripreso a crescere in maniera consistente, con un balzo addirittura dell’80 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009 e l’area degli Acquisti. I profili junior e neolaureati continuano a mantenere vivace la domanda: oltre il 56 per cento delle imprese ricerca giovani. Mentre nell’area middle e senior la domanda si concentra nel settore dell’ICT, Banca e assicurazione e Fiscale e legale. In termini assoluti la dinamica della domanda, dopo la flessione registrata nel primo semestre del 2009, è tornata ai livelli del 2007, in prossimità dei massimi registrati a giugno 2008 prima dell’esplosione della crisi. Insomma c’è di che stare sereni, almeno stando a questi numeri. |
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