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Giovani senza ideali? Venite a vedere sotto le tendopoli…

Corrono e si mettono a disposizione: sono i volontari accorsi in Abruzzo. Li racconta la Meloni che, con il suo ministero, ha promosso mobilitazione e raccolta fondi.

L’ Aquila, una città universitaria, popolata da giovani, tanti giovani, ragazzi e ragazze che l’avevano scelta come punto di partenza del proprio futuro, come luogo della propria formazione. Purtroppo per alcuni non è stato così, a L’Aquila hanno trovato la morte sotto le macerie. Spinti dal sentimento di partecipazione, tanti giovani volontari, da tutta Italia, si sono dati appuntamento proprio qui, per aiutare nelle tendopoli, per le strade. È la generazione Y, quella che troppo spesso viene etichettata come priva di ideali. A torto. Come sostiene Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, che ha promosso, con il suo ministero, un’ampia mobiitazione, sostenuta anche da Campus, Mtv e YouTube (adesioni su http://www.gioventu.it).
Ministro Meloni, i giovani che si mobilitano per altri giovani. Un messaggio importante…
Direi proprio di sì. Le confesso che vedere la mobilitazione spontanea dei ragazzi in occasione della terribile tragedia che ha colpito l’Abruzzo mi ha molto commosso. O meglio, mi ha resa orgogliosa. Il telefono del ministero continuava a squillare e arrivavano moltissime e-mail di giovani che si mettevano a disposizione e chiedevano come dare una mano. È stata la prova di quello che vado ripetendo da tempo e cioè che il ritratto di questa generazione che ci vendono i mass media, composta da giovani criminali, fatta di droghe, bulli e teppisti oppure sedotta dall’esempio dei protagonisti più insignifi canti della tv, non è poi così veritiero. Questa generazione non è priva di una missione civile, spirituale o politica che sia. Tutt’altro. C’è un mondo straordinario, quello del volontariato, dell’impegno sociale e politico, che coinvolge attivamente migliaia di giovani, ma che acquista diritto di cittadinanza nell’informazione solo in casi come quello dell’emergenza abruzzese. È molto importante dare visibilità a questa Italia.
Le è capitato, da studentessa, di vivere un’esperienza simile?
Il volontariato fa parte della mia formazione e, in alcuni momenti della mia vita, la mia militanza politica si è affi ancata a esperienze di volontariato. Devo dire che lo trovo un passaggio abbastanza normale. Parto sempre dal presupposto che l’attività politica non sia altro che una delle forme di impegno civile: c’è il volontariato, c’è l’associazionismo e c’è la politica. Anche la politica, secondo me, va vissuta come impegno civile. Per questo non riesco a immaginare la politica senza militanza.
È andata, o andrà, sui luoghi del terremoto? Che cosa dirà ai ragazzi che incontrerà?
Sono andata due volte. La prima lunedì, la mattina dopo il terremoto. Sono andata a trovare un giovanissimo sindaco a cui il terremoto aveva raso al suolo il paese. E ci sono tornata la domenica di Pasqua. Mi ha colpito la fierezza di questo popolo che, malgrado la durissima prova che sta affrontando, non si lamenta e pensa alla ricostruzione. Mi ha colpito il calore dei volontari e lo spirito di solidarietà che si respira. Ai ragazzi che ho incontrato ho promesso che lo Stato non li lascerà soli, che saremo al loro fianco nella ricostruzione anche quando si spegneranno i riflettori dell’emergenza.
Associazioni di diversa storia e cultura mobilitate insieme. Finalmente si afferma che ci sono terreni di impegno squisitamente bipartisan…
È stata una delle belle sorprese di questo terribile momento di lutto. Le associazioni giovanili hanno risposto con grande passione e incredibile prontezza all’appello che abbiamo fatto come ministero della Gioventù. Destra, sinistra, associazioni studentesche, di volontariato, di categoria: tutti hanno dichiarato all’unisono la volontà di partecipare alla nostra raccolta fondi per costruire una struttura destinata ai ragazzi. Questa collaborazione è un patrimonio che dovremo coltivare.
Pensa che la leva della solidarietà possa essere utilizzata anche oltre l’emergenza e chiamare i giovani a mobilitarsi anche in positivo su altri fronti?
Quando capita un evento tragico come quello abruzzese, gli slanci altruistici sono certamente più facili. Ma credo che il cuore dei ragazzi italiani sia abbastanza aperto per far germogliare momenti di impegno civile slegati dall’emergenza.

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On aprile 1st, 2009, posted in: Volontariato by
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