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MotoGp: backstage dalla Catalunya

Sabato 13 giugno, Montmelò, circuito di Catalogna. Novemila anime affollano la cittadina ogni giorno dell’anno: domenica pomeriggio, durante la gara delle MotoGp sono stati calcolati circa 85 mila ospiti. E proprio la gara della classe principe del motomondiale è l’obiettivo ultimo della maggior parte dei tifosi, accorsi per gustarsi la sfida tra l’idolo di casa Jorge Lorenzo e quello internazionale Valentino Rossi.
L’aria del sabato mattina è carica d’attesa: sembra di assistere ad un esodo verso il circuito. Ognuno, da solo, in gruppo o in coppia sa dove recarsi e si attrezza per godere al meglio del week end su due ruote; i preparativi sono in corso, migliaia di persone stanno allestendo un circo memorabile che avrà la sua massima espressione domenica, alle ore 14. Man mano che ci si avvicina al tracciato aumenta il traffico: decine di camper si fermano nelle apposite piazzole, qualche tenda è stata piantata, anche se in luoghi non proprio idonei. Qua e là iniziano a spuntare i primi tifosi, in cammino verso i cancelli: ecco le prime bandiere della Spagna, di Lorenzo e i primi striscioni targati 46. Un enorme ingresso accoglie i visitatori. A prima vista sembra di trovarsi all’interno di un enorme deposito di moto, scooter e motorini: sono già centinaia, nulla in confronto dei numeri che si toccheranno il giorno seguente. Tra il caldo torrido e i gas di scarico spunta una vespa blu, con uno spruzzata d’arancione e una bandiera tricolore: leggenda italiana in casa spagnola. Nel frattempo terminano le qualifiche ufficiali, Jorge è in testa e gli appassionati del motomondiale hanno ancora una mattina di lavoro e sudore per preparare al meglio la festa.

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LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA: WORK IN PROGRESS

Domenica 14 giugno, Montmelò, circuito di Catalogna.
Pronti per gli ultimi preparativi: le bandiere gialle sventolano ovunque alte nel cielo, da una parte il sole, dall’altra la luna che ghigna beffarda, marchio di fabbrica del dottor Rossi, che in quanto a tifo, batte chiunque. Le tribune si riempiono, ma il colpo d’occhio migliore è regalato dai prati a bordo pista: migliaia di persone a petto nudo, esposti al caldo torrido, in cerca di riparo sotto ombrelli&ombrelloni, dissetandosi a suon di fresca cerveza. Tamburi, bandiere, fischietti, palloni, frisbee e chi più ne ha più ne metta. Si perde il conto dei frigobar e dei carrelli costruiti contro l’arsura, ma si capisce che la vera festa è proprio lì. Lo spagnolo si mescola all’italiano, al francese e al giapponese concedendosi una giornata d’allegria. Unica eccezione: la caduta di Simoncelli in 250, che lascia il primo posto allo spagnolo Barbera, accolta con fischi ed esultanze. Ma questo è lo sport. Ore 14: termina la grande attesa, con la coppia Yamaha che scatta in testa e se ne va. Per i primi giri il baccano infernale (o rombo celestiale, a seconda dei punti di vista) dei mostri su due ruote, è sporcato dalle vociare di 80 mila persone, con annesse trombe e quant’altro. Man mano che trascorrono i 25 giri il volume si abbassa, lasciando spazio alle moto. Negli ultimi minuti, quando il duello Rossi/Lorenzo sta per raggiungere il climax l’aria è tesa e pesante: il silenzio è surreale, interrotto solo per quei 6/7 secondi in cui le motociclette si stampano nel raggio visivo dei presenti, che sembrano risvegliarsi dal torpore e riprendere la torcida. Fino all’ultima curva, dove le bandiere giallorosse vengono orgogliosamente piegate e riposte, ma con un po’ di rammarico. Ore 15 circa: sciolte le righe, la rambla vi aspetta. Una fiumana di moto inonda l’asfalto nero, dove la fiesta può continuare.

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Nell’immagine in focus Jorge Lorenzo, immortalato all’uscita dei box, prima delle qualifiche ufficiali del sabato.

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On giugno 19th, 2009, posted in: Viaggi by
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