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Fra mare nostrum e brit style

FINO A POCO TEMPO FA ERA CONOSCIUTA SOLO COME CENTRO DI FORMAZIONE LINGUISTICA ESTIVO. MA LA PICCOLA ISOLA EX INGLESE, CON UN’UNIVERSITÀ DI 11 FACOLTÀ, SI RIVELA UN BUON APPRODO PER UNO SCAMBIO ERASMUS. LA SUA VITA NOTTURNA È VARIEGATA E AFFOLLATA, E PER CHI CERCA TRANQUILLITÀ C’È LA VICINA ISOLA DI GOZO, GEMELLA MINORE DI MALTA

«L’autista del van, specialmente di notte, è in perenne ritardo. Così si è guadagnato il simpatico soprannome di Fucking Joseph», parola di Monia, ventitreenne milanese in Erasmus a Malta. Joseph offre un servizio navetta agli studenti, percorrendo il tragitto andata e ritorno dallo studentato a Paceville, la capitale della nightlife maltese, a qualsiasi ora della notte. Costo: 5 euro, inclusi tre free shots a base di tequila e un buono 2×1 presso il Brown’s, tempio notturno degli studenti stranieri sull’Isola dei cavalieri. Campus ha incontrato Monia sulla tratta La Valletta-Malpensa, percorsa con la compagnia di bandiera Air Malta. Ma occorre fare un passo indietro di qualche giorno e iniziare un viaggio alla scoperta dell’isola, tra università, vita notturna, lezioni obbligate e uno studentato all’avanguardia.
Dal silenzio all’università
L’impatto con la piccola isola del Mediterraneo è accompagnato da pioggia e caldo umido. Anche per questo la visita al piccolo centro di Mdina, prima capitale dell’isola, è stata particolarmente suggestiva: rari incontri e il solo rumore della pioggia, condito da un vociare lontano.
Agli angoli delle strade svettano cabine del telefono rosse, identiche a quelle londinesi, segno della passata dipendenza dalla Great Britain. Di diverso c’è che qui tacciono inutilizzate: non per niente Mdina è soprannominata The silent city.
Al suo fianco troviamo Rabat, borgo di Mdina e patria dei fornai. A tarda notte, si riempie di studenti e non, che all’uscita dai locali desiderano gustare dei pastizzi appena sfornati, ossia brioches salate ripiene di piselli o ricotta. Gli abitanti dell’Isola di Malta parlano tre lingue: maltese, inglese e molto spesso italiano. Le prime due sono lingue ufficiali, studiate a scuola, il professore che insegna la terza si chiama… televisione: Rai e Mediaset docet, con tanto di corso di reality show.
La presenza di madrelingua inglesi spinge frotte di studenti ad approdare sull’isola: oltre ai centri di formazione linguistica si popola di stranieri anche The University of Malta, nel quartiere di Msida, fatta di 11 facoltà, da quella d’Arte a quella di Medicina, passando per Economia, e sita a pochi minuti dall’odierna capitale La Valletta, a due passi dal mare. L’ateneo è composto da lunghi viali immersi nel verde, attraversati da qualche studente che di fretta si reca a lezione. L’università freme, per via delle imminenti elezioni del consiglio di facoltà.
Così ci imbattiamo nella divisa gialla di James, 21 anni e public relation officer di un’associazione studentesca: «Non è possibile che non esistano manifestazioni culturali, feste, iniziative e spunti che partano dall’università. Vogliamo migliorare questo aspetto! Per esempio, per stasera abbiamo organizzato un party, dato che domani è la festa della Liberazione (dagli inglesi, 31 marzo, ndr). Noi saremo a Paceville, ma so che i socialisti hanno organizzato una festa in un’altra zona dell’isola: conoscendoli, credo proprio che non sarà un grande evento…». James ne ha per tutti, anche per gli italiani: «Li riconosco in pochi istanti. Se vedo dieci ragazzi che ronzano intorno a una sola ragazza capisco che sono italiani».
L’incontro successivo è con Jean Noel, studente di economia, che ci aiuta a tracciare un’istantanea dell’ateneo maltese: «Studiare all’università, per i maltesi, è gratuito. Anzi, ci è assegnato un sussidio di circa 150 euro, per libri, fotocopie ecc. Perciò ogni lezione è obbligatoria, e la frequenza è severamente controllata. Questo sistema comporta problemi quando, terminati gli studi, si sceglie di andare a lavorare all’estero. Il governo si aspetta che dopo averci pagato gli studi, tutti noi ci si impegni sul suolo maltese. Ma a volte questa fuga di cervelli è indispensabile».
Da Manchester a Gozo
Non poteva mancare il calcio: Luca, 23enne aspirante avvocato, munito di iPod e cuffie, si dice tifoso del Manchester United: «Molti di noi tifano Man U e per le squadre inglesi. Io ho un portachiavi dei Reds Devils appeso in macchina. Tifiamo anche per le italiane, ma nelle sfide incrociate di Champions il nostro supporto è andato agli inglesi. Ma non vi dico il delirio scoppiato per la vittoria italiana dei Mondiali tedeschi: tutti in strada col tricolore!». In generale ha le idee un po’ confuse: prima di congedarsi ci mostra un altro portachiavi, questa volta del Milan…
Il viaggio, organizzato dal Cts e dall’Ufficio del turismo maltese, prosegue con la visita de La Valletta, dalla co-cattedrale di St.John alla sede del Parlamento e all’ufficio del presidente maltese, passando per i bastioni di San Pietro e Paolo. La meta è fissata nella calma del waterfront, riqualificazione di una precedente area dismessa, ma dal glorioso passato e costruita dai cavalieri di St.John.
Non solo Malta: si ha tempo anche per conoscere la seconda isola per grandezza delle Maltese Island. Collinosa, molto verde e poco trafficata (esiste solo un semaforo in tutta l’isola!). Gozo è la sistemazione ideale per rilassarsi dopo una sessione d’esami o dopo un periodo di studio particolarmente intenso. Non troverete discoteche o locali, ma uno splendido Mediterraneo incontaminato, distante 20 minuti di traghetto dal Nord di Malta. Insomma, in poco tempo è possibile cambiare isola e godere di una natura selvaggia e più suggestiva rispetto a quella maltese, come si può ammirare dalla leggendaria Grotta di Calypso.
Dimenticare le costruzioni più antiche del mondo? Non sia mai: i tempi di Ggantija, risalenti al 3500 a.C., sono addirittura più stagionati delle Piramidi. Una curiosità: ovunque appaiono piccoli fiori gialli, chiamati oxalis, che in maltese significa «l’inglese».
Racconti volanti
Ma ritorniamo a Monia, la studentessa di lingue e letterature straniere incontrata in aereo, che dal 29 gennaio scorso vive a Malta: «Ho deciso di fare l’Erasmus per provare una nuova esperienza, per aprirmi a un’altra cultura e affinare il mio inglese. Ho dovuto scegliere fra tre mete: la grigia Inghilterra, la fredda Scandinavia e la calda e assolata Malta, dove fra l’altro c’era meno richiesta da parte di noi studenti. Non ho avuto dubbi, così eccomi qua. Dopo tre mesi mi sento di dire che se potessi tornare indietro rifarei questa scelta».
E continua: «I carichi di lavoro sono molto diversi rispetto a quelli cui siamo abituati in Italia. Sembra più simile a una scuola superiore che all’università! Insomma, è organizzata diversamente, ma credo s’impari molto in ogni caso».
Come per la sua collega Annamaria, il giudizio sui maltesi non è molto benevolo: «Gli unici che conosco sono i membri del Ksu, l’associazione universitaria che si occupa degli Erasmus. Tra un drinking game in casa e l’altro, partecipiamo alle serate organizzate da loro, e sono molto piacevoli. In compenso ho conosciuto un sacco di studenti stranieri, da cinesi a statunitensi, passando per ungheresi e polacchi. Con loro facciamo molte feste in casa, almeno un lunedì al mese c’è il duch party, dove con 4 euro si beve di tutto. Per fine aprile abbiamo addirittura organizzato una festa sarda!».
Anche Monia si dice molto felice della sua scelta maltese, realtà più piccola e locale di altre destinazioni Erasmus. Lo si capisce anche dal fatto che sembra quasi dispiaciuta che all’aeroporto ad attenderla non ci sia un certo Fucking Joseph.

Malta doppio malto. Nightlife isle
Ore 23. Paceville, cuore della nightlife maltese, che assomiglia a una discoteca a cielo aperto. Decine di locali uno in fila all’altro, intervallati da un chiosco o da una pizzeria d’asporto, per un totale di cinque o sei vie. Da ognuno escono bordate di decibel sparate dalle casse senza tregua.
Canzoni e generi si mischiano, le melodie lasciano spazio a una torre di Babele assordante. Un curioso chiosco, con l’insegna che recita Discount student: offre a poco prezzo e per tutta notte sigarette, birra Cisk (made in Malta), sneak e Kinny, bevanda simil chinotto originaria dell’isola. George, studente maltese incontrato fuori da un locale, afferma che: «Tutti noi maltesi consideriamo un pregio che la vita notturna sia concentrata tra le poche vie di Paceville. Abbiamo a portata di mano tutti i locali, così per fare la spola da uno all’altro non ci serve l’automobile. Di solito ci troviamo intorno alle dieci, beviamo qualche drink cambiando due o tre locali, poi verso le due si va a ballare nei club».
Prende la parola Alexia, maltese doc: «La musica che va per la maggiore è l’house, assieme alla techno house. Ma ci sono anche locali che danno hip hop e latino-americano. D’estate, nell’open space area di Giampula, si tengono concerti (ci saranno Moby, gli Zombie e Bob Sinclair) e dj-set all’aperto. In generale si ascolta musica commerciale».

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On giugno 30th, 2009, posted in: Viaggi by
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