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Sognando Wimbledon

Sara Errani, bolognese di neppure 22 anni, spera di diventare la prima atleta italiana a entrare nella top ten del WTA, il ranking delle migliori tenniste internazionali.

Nella botte piccola ci sta il vino buono. E nel metro e 60 scarso di Sara Errani è racchiuso uno dei migliori talenti della nuova generazione del tennis femminile. Nata a Bologna il 29 aprile 1987, dotata di una notevolissima reattività e di un’impressionante rapidità di piedi, quello che più caratterizza la Errani è la capacità di coprire il campo. Grintosa, fortissima in fase difensiva, la bolognese è una vera forza della natura. Il diritto è notevole, ma il suo pezzo forte è il rovescio a due mani. L’unico, vero, punto debole è il servizio. Ma ci sta lavorando. Con serietà e concentrazione. Come ha sempre fatto. Fin dall’età di 12 anni, quando vola a Bradenton, per coltivare il suo sogno nella leggendaria Academy di Nick Bollettieri.
Viene da una famiglia di sportivi Sara. Il babbo, commerciante all’ingrosso e appassionato della racchetta, la incoraggia. Non sono momenti facili. «Piangevo tutti i giorni», ricorda Sara, «non conoscevo nessuno, non sapevo l’inglese, non sapevo dove andare, ma non potevo mollare». Tipo tosto, carattere forgiato nel ferro. Sara non molla. Anzi. Si allena con grandissima intensità. Quattro anni dopo, altro giro di giostra. A 16 anni, infatti, decide di trasferirsi armi e bagagli in Spagna, a Valencia, all’Accademia di Dorocenko, dove viene seguita da Pablo Lozano e David Andres, nella stessa struttura dove si allena il top ten David Ferrer. Sara non si risparmia. Ha le idee molto chiare. Vuole emergere. Trascura quasi del tutto l’attività juniores, e inizia a farsi le ossa nei tornei professionistici.
La scalata è lenta, eppure costante. A 18 anni vince il suo primo torneo Itf. L’anno dopo è già fra le prime 200 del mondo. Il grande pubblico la scopre al Foro Italico di Roma, durante un match passerella contro la grande campionessa svizzera Martina Hingis nel corso del 2007.
Il suo nome comincia a circolare con sempre maggiore insistenza nel circuito del tennis che conta. E grazie al suo gioco e al suo modo di interpretare il match, la piccola Sara è riuscita a vincere un certo scetticismo dell’ambiente. Il suo fisico minuto sembrava precluderle l’accesso al circuito maggiore, sempre più dominato dalla cosiddetta Big Babe Brigade. Ora la fiducia su di lei comincia a crescere, anche perch

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On aprile 1st, 2009, posted in: Sport by
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