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Difendo e segno nel nome di Allah

Rahman Rezaei. Iraniano di Teheran dove è nato il 20 febbraio 1975. Di mestiere fa il calciatore professionista; in Italia prima nel Perugia e poi nel Messina. Alto abbastanza con il suo metro e ottantaquattro e sufficientemente robusto con gli ottanta chili dichiarati. Ruolo: centrale difensivo, quello che una volta si chiamava stopper, con tanto di numero cinque sulle spalle. Il suo compito principale è quello di spezzare l’azione avversaria, di testa o di piede poco importa. Nel corso della passata stagione, con la maglia giallorossa del Messina, lo ha fatto così bene e con tale efficacia che si è meritato il primato finale nella speciale classifica del “Campus-Interceptor”. Un riconoscimento che va ad impreziosire una carriera costellata ormai da diverse perle. Intanto è stato il primo calciatore iraniano ad aver giocato nella Serie A italiana (debutto il 18 novembre 2001 in Perugia-Brescia 1-1). Così come suo è il record relativo alla prima segnatura persiana nel massimo campionato. Successe al 35’ del secondo tempo di Perugia-Venezia del 9 dicembre 2001. Il nostro, dopo aver salvato un gol sulla linea sull’uno a zero, se ne andò in cerca di gloria in avanti, proprio mentre il compagno Ze Maria batteva una punizione. Palla vagante in area e lui che assesta una bella zampata sotto rete. Il Curi, lo stadio perugino, per poco non veniva giù dall’entusiasmo. Felicità spinta al massimo anche per lo stranito Rahman che nelle interviste di fine partita non mancò di rimarcare come quel gol in realtà lo avesse segnato Allah. Grande Rezaei, che sarà, tra l’altro, sicuro protagonista dei prossimi Mondiali del 2006 visto l’ormai acquisita qualificazione della sua Nazionale per fase finale in terra di Germania . Niente male, specie se si torna col pensiero ai giorni del suo arrivo in Italia, quando parve a tutti che, in compagnia del sodale Samereh (lui sì una meteora), sembrava piovuto per caso nei nostri confini, “importato” da quel furbo mercante di pedatori che è stato Luciano Gaucci, all’epoca presidente del Perugia. Rezaei, oltretutto, era stato segnalato al pirotecnico patron dei Grifoni da un amico importatore di tappeti persiani, tale Hashemian ormai trapiantato in Italia da oltre trenta anni, che aveva decantato le doti calcistiche del suo connazionale. Gli ingredienti per la riuscita di un bel bidone c’erano (quasi) tutti. Gaucci senior non se ne curò, dando ascolto soltanto al suo istinto. Lo stesso che giusto qualche anno prima gli aveva fatto prendere, per un pugno di soldi, il giapponese Nakata. Rivenduto poi alla Roma per cinquanta miliardi.

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On settembre 30th, 2005, posted in: Sport by
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