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Una “storia d

Siamo uomini, non macchine. Siamo fragili, mutevoli e abbiamo bisogno di comunicare ed essere compresi, rispettando il confine tra privacy e condivisione.
Questo ritratto viene a mancare nel nuovo romanzo di Gary Shteyngart, edito da Guanda e recentemente pubblicato, "Storia d’amore vera e supertriste".
Il mondo descritto dall’autore è infatti quello della tecnologia, dell’innovazione, della pubblicazione insana di ogni forma di pensiero e stato d’animo individuale. E’ l’America del futuro prossimo, ormai paese militarizzato e controllato dai cinesi, a riflettere la crisi economica, sociale e culturale postmoderna.
Ogni cittadino è immerso nei media, disinteressato alla lettura cartacea, estraneo a se stesso e ai propri sentimenti, completamente assorbito dal pc, che viene utilizzato come unico strumento di comunicazione. Tutto viene condiviso pubblicamente e in streaming su schemi digitali, chiamati “apparati”, che svelano quanto lo sviluppo della cibernetica abbia ridotto la libertà individuale, declinando l’interiorizzazione di ciò che si pensa.
In questo sfondo si muovono i due protagonisti del romanzo: il trentanovenne Lenny, figlio di immigrati russi, venditore aziendale di “proroghe vita a tempo indeterminato”, ma ancora legato ai fogli di carta e ai valori più umani, e la giovane Eunice, ventiquattrenne di origini coreane, contaminata dalle nuove tecnologie e restia al dialogo.
Dall’incontro casuale dei due personaggi, paragonabili al Romeo e alla Giulietta diei nuovi tempi, nasce una storia d’amore, la cui privacy è minacciata dai social network e sembra non essere destinata a durare a lungo.
Per annotare le difficoltà e i propri stati d’animo, Lenny inizia a scrivere un diario, in cui confessa di desiderare la vita eterna per restare a fianco della sua donna, mentre Eunice continua ad affidare pensieri e preoccupazioni alle corrispondenze mediatiche del suo apparato.
E’ un romanzo che descrive accuratamente, con fantasia e allo stesso tempo realismo, il mondo moderno dell’intelligenza artificiale e della “computerizzazione” di ogni forma di libertà e valore umano: un ritratto satirico, sospeso tra critica e nostalgia, di una New York, che rappresenta i rischi non soltanto della prossima America ma, in generale, della nuova epoca.

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On maggio 17th, 2011, posted in: Lifestyle News by
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