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QUESTA ESTATE TOCCATE IL FONDALE

di Alessandra Migliozzi

 

Maschera sugli occhi, erogatore in bocca, gav sulle spalle, pinne ai piedi e via, un salto nel grande blu. L’avventura della subacquea ha inizio. La prima volta con la testa sotto l’acqua è un’esperienza da brivido. La luce, i suoni, la fauna e la flora: tutto cambia abbandonando la superficie. Bombola ed erogatore d’aria, di fatto, aprono le porte verso un altro mondo. Dove i rumori e la frenesia della vita quotidiana diventano un ricordo lontano e dove si ha quasi la sensazione di tornare alle origini della vita. Un po’ come se l’acqua fosse una sorta di liquido amniotico da cui lasciarsi cullare nutrendosi della meravigliosa esperienza della scoperta di una natura diversa. E non c’è certo bisogno di spingersi ventimila leghe sotto i mari, come nel famoso romanzo di Jules Verne, per scoprirne le meraviglie. Bastano pochi metri sotto la superficie dell’acqua.

Ma attenzione. I tempi della subacquea fai-da-te, quella fatta affidandosi ad amici e parenti con qualche esperienza nel campo, sono finiti. Meglio fare riferimento a dei seri centri di addestramento o ai diving center più attrezzati dei luoghi di vacanza per affrontare l’avventura dell’esplorazione “sottomarina” in totale sicurezza. Un percorso che per migliaia di universitari è già un’abitudine consolidata: anche nei mesi passati i corsi sub hanno fatto il pienone di giovani appassionati, interessati soprattutto agli aspetti biologico-ambientali di questo sport. Ma non solo: per molti studenti la passione del mare si è già trasformata in un’occasione di lavoro che questa estate li porterà a fare da guida “sottomarina” nei villaggi turistici. Proseguendo nella specializzazione si può anche diventare istruttori. I costi mediamente alti di questo sport possono insomma essere ripagati facendone un lavoro a tempo parziale o pieno.

Con l’estate, dunque, è tempo di buttarsi finalmente in acqua. “L’approccio migliore per cominciare con la subacquea? Farsi spingere dalla curiosità, dall’interesse per il mare”, parola di Fabio Poleselli, Course Director della Padi (la didattica internazionale più diffusa), che da anni ormai opera in uno dei “templi” romani della subacquea, l’”Emporio del Pescatore”, nello storico quartiere di Testaccio. Ma la domanda sorge spontanea tra gli inesperti: come selezionare una scuola o un diving center? La risposta tocca ancora al direttore di corso. “Molto oggi si basa sul passaparola. Ormai in tutte le grandi città ci sono sedi attrezzate – spiega Poleselli -. Per tutte vale la regola del mercato: se non funzionano bene dopo un po’ si viene a sapere. In vacanza, invece, ci sono i diving center, centri attrezzati per la subacquea. Lì meglio controllare che i mezzi nautici siano in buono stato così come le attrezzature e le bombole”. “Insomma, per usare un’espressione corrente, fate ballare l’occhio – aggiunge Luciano Casalini, responsabile di “Assetto nel blu”, uno dei centri di riferimento per i sub di Milano che di solito poi si immergono sulla costa ligure -. Un criterio per tutti: l’ordine. Nella subacquea è fondamentale. Se un diving center è disordinato non è un buon segno”. Comunque, nei siti delle maggiori organizzazioni internazionali ci sono gli indirizzi dei centri affiliati. La più importante è la Padi che sul web è rintracciabile all’indirizzo www.padi.com, con pagine tradotte in decine di lingue di tutto il mondo e tutta una serie di centri a cui fare riferimento per le proprie immersioni.

Ma quanto tira la subacquea in Italia? Secondo gli esperti di settore ogni anno i nuovi brevetti sono circa 80.000. Un piccolo esercito, insomma che va dai livelli base (i brevetti open water diver, quelli che consentono discese fino a 18 metri) a quelli di più elevata specializzazione (advanced, rescue/salvataggio, deep diver) fino ai corsi per istruttori. Ma la subacquea è uno sport pericoloso? Chi la pratica da anni respinge questa tesi: basta seguire le regole e tutto si svolge in massima sicurezza. Non a caso per ottenere un brevetto si studia anche a livello teorico. Prima di immergersi vanno rispolverate alcune regole base della fisica. Se si soffre di disturbi neurologici, cardiocircolatori e respiratori, invece, possono scattare seri problemi: prima del corso si fa sempre un’apposita anamnesi medica. La regola d’oro, dunque, è chiara: lanciatevi pure nell’avventura, ma proseguite per gradi e fatevi guidare, soprattutto all’inizio, da un esperto. Solo così il divertimento e lo stupore per le meraviglie del mondo marino saranno assicurati. Insomma, non resta che munirsi dell’attrezzatura di base (gav, il giacchetto ad assetto variabile, maschera, pinne, muta, bombola ed erogatore) e tuffarsi alla scoperta dei fondali. Che si tratti di laghi o mari non conta: ogni specchio d’acqua nasconde piccole grandi meraviglie.

 
 
PICCOLO “SUBCABOLARIO”:
 

Gav: Giubbetto ad assetto variabile, si gonfia con l’aria della bombola e regola l’assetto del sub in acqua.

Erogatore: (o secondo stadio) permette di usare l’aria della bombola riducendone l’alta pressione.
Bombola: contiene l’aria e consente di respirare sott’acqua.
Maschera: creando uno spazio d’aria tra occhi e acqua consente la corretta messa a fuoco delle immagini.

Muta: ce ne sono di vari tipi: stagne, semistagne e umide e di vari spessori. La tipologia più adatta si sceglie in base alla temperatura dell’acqua e alla stagione.

Pinne: consentono di potenziare il movimento in acqua.

 
 
 
 
STORIA STUDENTE-SUB:
 

Tuttoimmersione nelle acque dell’Oceano Indiano. “Poi praticamente non ho più smesso di immergermi”. Ed ora Valentina Di Felice, 25 anni, studentessa di Scienze della Comunicazione della Sapienza, sogna un futuro da video operatrice subacquea. “Tra pochi mesi mi laureo – racconta Valentina -. Subito dopo vorrei partire per l’Australia e continuare lì i miei corsi di specializzazione per diventare Dive Master, ovvero guida subacquea”. Intanto Valentina ha già collezionato tre brevetti: quello base (open water diver), quello avanzato (advanced)  e il rescue, la specialità di salvataggio. “Per me la subacquea è una forma di evasione e di rilassamento – spiega la studentessa sub -. E’ uno sport che mi aiuta a scaricare le energie. Ho visto cose bellissime sott’acqua. La barriera corallina con i suoi colori, i pesci napoleone, gli squali è imbattibile. E ora voglio provare a fare di questa passione un lavoro”.

 

FONDALI PIU’ BELLI

Per noi fortunati abitanti del Mediterraneo non c’è che l’imbarazzo della scelta. Che proprio nella nostra solare penisola è particolarmente vasta: di fondali mozzafiato in Italia ce n’è in abbondanza. Con le isole grandi e piccole in testa alla classifica delle immersioni immancabili. Ecco, dunque, i consigli degli esperti: oltre a Sicilia e Sardegna, vale la pena di esplorare il mondo sommerso che ruota attorno alle coste di Ventotene, Ponza, dell’isola del Giglio, dell’Elba, di Ustica (uno dei primi  parchi marini d’Italia) e di Capraia. Volendo varcare invece i confini delle acque nazionali vale la pena di fare una puntatina in Spagna alle isole Medas oppure a Formentera, Minorca e Maiorca. La Francia è nota per i relitti e anche i mari limpidi di Grecia e Croazia affascinano ogni anno decine di turisti-sub. Cosa c’è da vedere le Mediterraneo? Anemoni, piccoli coralli, dentici, spigole, aragoste, astici, saraghi, murene e cernie. Fauna e flora che cambiano nei mari tropicali dove la più ambita è la barriera corallina con i suoi colori sgargianti. Il Mar Rosso, le Maldive, il bacino dei Carabi e il Sudan sono le tappe preferite dagli appassionati che cercano anche il brivido della nuotata tra gli squali. Una tra le più belle immersioni, suggeriscono gli esperti, è quella che si può fare a Sharm El Sheik alla punta di Ras Mohammed. 

SCUBALINKS
Sub, Subacqueo, Mondo Sommerso e Aqua: sono queste le quattro principali riviste di settore. Ma la magia della subacquea corre anche sul web. Ecco qualche indirizzo tra i più ricchi di informazioni. Su www.fondali.it c’è una ricca galleria fotografica. ScubaWeb si definisce invece il più grande portale di subacquea italiano: www.nautica.it/scubaweb. Ma c’è anche www.italiasub.it con tutte le informazioni sulle didattiche esistenti tra cui la Padi, la più nota, www.padi.com, l’America Canadian Underwater Certification, www.acuc.it, la Scuba School International, www.ssi-italy.org. www.fias.it, è infine il sito della federazione italiana subacquea www.fias.it.

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On agosto 3rd, 2006, posted in: Lifestyle News by
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